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RECENSIONE: Sogno di una notte di mezza estate, Bridge Theatre Londra ✭✭✭✭✭
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pauldavies
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Paul T Davies recensisce Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, attualmente in scena al Bridge Theatre di Londra.
Le Fate. Foto: Manuel Harlan Sogno di una notte di mezza estate.
Bridge Theatre.
12 giugno 2019
5 stelle
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https://youtu.be/Punzss5sHto
Dopo aver visto il Dream del 2016 firmato da Emma Rice al Globe, con scambio di genere e un casting “blind” per colore, età ed etnia, avevo dichiarato che con questo classico shakespeariano avevo chiuso. Per me era stata la lettura definitiva: l’avevo adorata e mi chiedevo se, dopo, si potesse ancora trovare qualcosa di nuovo nel testo. Ma Gwendoline Christie (di Game of Thrones) nei panni di Titania? E con Oberon a parti invertite? In un allestimento immersivo al Bridge, dove il loro Julius Caesar immersivo è stato uno dei migliori spettacoli dell’anno scorso? Sì: ero pronta a rientrare nel bosco con Puck & Co. E che scelta saggia è stata!
La compagnia. Foto: Manuel Harlan
Lo spettacolo non è proprio perfetto. La corte di Teseo è austera e severa; Ippolita, regina delle Amazzoni, è chiusa in una teca di vetro: più che corteggiata, viene conquistata, e le nozze sembrano una minaccia anziché un’occasione gioiosa. Ci vuole un’eternità per far entrare il pubblico, e non aiuta il fatto che il ritmo sia lento – come in un paio di scene anche nel resto della recita. Ma appena l’azione si sposta nella foresta, la magia comincia. Gwendoline Christie è una Titania composta, dice bene i versi, ma la sua resa è lenta e sembra come se fosse in un altro spettacolo. Vorresti che si liberasse della corazza e si lasciasse andare, perché il resto del cast si diverte da matti. Prendendo la maggior parte delle battute di Oberon e facendosi mettere la pozione d’amore NEI SUOI occhi, rinuncia anche ad alcune delle scene più spassose del testo; così possiamo vedere Oberon giocare con lo splendido Bottom di Hammed Animashaun. (Quella frase si rifiuta di riscriversi. Ci ho provato. Davvero.)
David Moorst (Puck) e Gwendoline Christie (Titania). Foto: Manuel Harlan
Fin dalla prima scena con gli artigiani, capisci che con loro ti aspetta una delizia. Felicity Montagu è un Quince eccellente, che cerca di organizzare i suoi attori; Jermaine Freeman è deliziosamente femminile nei panni di Flute; Jamie-Rose Monk è uno Snug pacato; e le caratterizzazioni “butch”, meravigliosamente sulla difensiva, di Snout e Starveling, firmate Ami Metcalf e Francis Lovell, funzionano alla grande. Ma è Bottom a rubare l’intero spettacolo, e far innamorare di lui Oberon è un colpo di genio. Oliver Chris ha perfezionato alla perfezione la persona da ragazzo posh in spettacoli come One Man Two Guvnors, ed è una gioia come Oberon, che seduce Bottom sulle note di Love on Top di Beyoncé: già solo questo vale il prezzo del biglietto! A metterli insieme è il Puck di David Moorst: sfrontato, adorabile, del Nord, bravissimo a improvvisare con il pubblico; e anche il quartetto degli innamorati è complessivamente eccellente: Isis Hainsworth, Tessa Bonham Jones, Paul Adeyefa e Kit Young si godono fino in fondo il disordine del sogno d’amore.
Hammed Animashaun (Bottom), Oliver Chris (Oberon), Gwendoline Christie (Titania). Foto: Manuel Harlan.
Quando pensi di non poter piangere dal ridere nemmeno un secondo di più, gli Artigiani mettono in scena Piramo e Tisbe, presentando il prologo come danza interpretativa e facendo venire giù il teatro! Vale la pena vedere questo allestimento anche solo per questo. Ma guardatelo anche per Oberon e Bottom in una vasca piena di bolle; guardatelo per le acrobazie al trapezio; e, soprattutto, guardatelo perché tiene lontane le preoccupazioni del mondo e ti rimanda a casa con un sorriso enorme stampato in faccia.
Un’ultima cosa. Ho cambiato il mio biglietto in piedi con un posto a sedere (grazie al personale di sala per aver capito che, con i miei due metri, in mezzo alla folla mi sento un po’ impacciata!), e ho comunque vissuto un’esperienza perfetta. Così, dall’alto, quando una bandiera enorme viene portata sopra le teste del pubblico in platea, ho potuto vedere i colori dell’arcobaleno proiettati su di essa. Nel mese del Pride, persone queer e alleati hanno danzato una danza di mezza estate. Molto apprezzato, Bridge: davvero, molto apprezzato.
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