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NOTIZIE

RECENSIONE: Sotto il bosco di latte, National Theatre di Londra ✭✭✭✭

Pubblicato su

25 giugno 2021

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce Under Milk Wood di Dylan Thomas, ora in scena al National Theatre di Londra.

Michael Sheen in Under Milk Wood. Foto: Johan Persson Under Milk Wood.

National Theatre.

23 giugno 2021

4 stelle

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«Per cominciare dal principio…» Solo che questa produzione non comincia dal principio del classico di Dylan Thomas. La giornata inizia in una casa di cura, dove il signor Jenkins ha saltato la colazione ed è confuso. Questo materiale aggiuntivo di Sian Owen è splendidamente naturalistico e dissemina indizi intelligenti del testo che verrà. È un piccolo sobbalzo quando, nella scena, arriva il figlio del signor Jenkins (Michael Sheen), che insiste per vedere suo padre, e questa urgenza ha ben poche spiegazioni. Trasandato, e presto rivelato come afflitto da un problema con l’alcol, è il fantasma di Dylan Thomas: forse sta dicendo l’addio che nella vita reale non ha mai potuto dare. Attraverso un album di fotografie e i ricordi di suo nonno, il reverendo Eli Jenkins, Llareggub si avvicina; eppure, quando è a portata di mano, il testo viene afferrato più che accolto.

Cleo Sylvestre e Alan David in Under Milk Wood. Foto: Johan Persson

È solo quando il palco si svuota, quando diventa spoglio, che si conferma la verità di questo testo: less is more. Ho adorato il fatto che fosse interpretato da un cast più anziano, forse come modo per ricordare alle generazioni più giovani di non dimenticare mai. Al centro del concept c’è il rapporto tra padre e figlio, e Karl Johnson è straordinario nei panni del signor Jenkins, assumendo il ruolo del reverendo in Under Milk Wood, ascoltando con intensità: una prova bellissima. Michael Sheen è un magnifico Owain Jenkins e First Voice, che pronuncia il testo come se lo stesse inventando sul momento per incantare suo padre. È un ensemble eccellente, ed è un piacere sentire voci gallesi sul palco del National. Sian Phillips conferisce dignità e classe a Polly Garter, Anthony O’Donnell è un Captain Cat commovente e il leggendario Alan David è perfetto come Mr. Pritchard e Mr. Pugh. Thomas morì alcolista, e lo spettacolo lo riconosce: in Mrs. Cherry Owen (la splendida Kazrena James), non proprio entusiasta che il marito sia un ubriacone, e al Sailor’s Arms, dove viene rappresentata la lotta con l’alcol. La compagnia recita con slancio, sostenuta dalla splendida scenografia di Merle Hensel; la sequenza della colazione, rapidissima, e la barca da pesca di Nogood Boyo sono gioie particolari.

Membri del cast in Under Milk Wood. Foto: Johan Persson

Inevitabilmente, con la messa in scena in tondo nel cavernoso Olivier e con il distanziamento sociale, alcuni dialoghi vanno persi; e la regista Lyndsey Turner talvolta insiste un po’ troppo sul concept, attenuando parte della gioia del testo a favore della malinconia. Tuttavia, è un’idea audace e, quando torniamo alla casa di cura, lo spostamento della Evening Prayer del reverendo Jenkins verso la fine dello spettacolo crea un momento bellissimo e molto toccante: «For whether we last the night or no, I’m sure is always touch-and-go.» Qui l’interpretazione ripaga, e, come sempre, la vera star dello spettacolo è Dylan Thomas.

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