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RECENSIONE: Metamorfosi, Mercury Theatre di Colchester (In Tournee) ✭✭✭✭
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pauldavies
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Paul T Davies recensisce Metamorphosis di Kafka al Mercury Theatre di Colchester, nell’ambito della tournée.
Metamorphosis Mercury Theatre, Colchester (in tournée) 7 novembre 2023 4 stelle Sito web di Frantic Assembly Dopo decenni in cui l’adattamento di Steven Berkoff del classico racconto di Kafka ha appassionato studenti e produzioni Fringe, ogni nuovo adattamento non può che essere accolto con favore. Questa lettura fresca, firmata dal poeta e figura di riferimento Lemn Sissay insieme alla potente compagnia di teatro fisico Frantic Assembly, centra in pieno il tema dell’opera (gli effetti corrosivi del capitalismo sul corpo e sull’anima umana). Ma se Berkoff avviava l’adattamento con decisione fin dall’inizio della storia, questa versione impiega un’eternità a decollare. Considerata la nostra attenzione per l’identità e per come la plasmiamo, ha senso che la sequenza d’apertura mostri Gregor e sua sorella Grete mentre provano pose e stati d’animo diversi per il mondo esterno; però è davvero troppo lunga e, come difetto ricorrente dello spettacolo, la colonna sonora risulta alta e invadente, spesso sovrastando le parole del poeta. Serve tempo per trovare il giusto equilibrio tra teatro fisico e parola recitata.
La messa in scena è trainata da una prova straordinaria di Felipe Pacheco nei panni di Gregor: una fisicità ginnica impressionante, che lo rende via via più simile a un insetto man mano che lo spettacolo procede. Lo scenografo Jon Bauser ha creato un set ingegnoso, fatto di mensole e anfratti nascosti da cui Pacheco può pendere; l’uso particolarmente intelligente di un corpo illuminante è uno dei momenti clou. Hanna Sinclair Robinson rende bene la crescente maturità e curiosità di Grete, e la sua lealtà verso Gregor, mentre Joe Layton è una presenza raggelante nel ruolo del Capo Clark e di un pensionante sgradevole. I genitori restano un po’ ai margini nel primo atto, per poi emergere nel secondo: qui spicca un’ottima sequenza che mostra gli effetti schiaccianti del lavoro su Mr Samsa (Troy Glasgow), interpretato con grande efficacia, e Louise Mai Newberry che cattura la resilienza delle donne, capaci di adattarsi per sopravvivere e mandare avanti la famiglia.
Alcune sequenze vengono tirate fino al punto di rottura: per esempio il mantra di Mr Samsa “I mendicanti non possono fare gli schizzinosi” è usato troppo, e forse lo spettacolo funzionerebbe meglio come un’esperienza più scattante di novanta minuti senza intervallo, che permetta di vedere con chiarezza la metamorfosi dell’intera famiglia. Con così tanti stilemi tipici di Frantic Assembly in campo, a tratti ho pensato che potrebbe essere un ottimo pezzo di solo teatro fisico; ma il testo emerge con forza quando la drammaturgia ha lo spazio per respirare. In tournée: per i dettagli visita Home | Frantic Assembly
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