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NOTIZIE

RECENSIONE: Cock, Ambassadors Theatre, Londra ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

Libby Purves

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La nostra TheatreCat Libby Purves recensisce Cock, il testo di Mike Bartlett ora in scena all’Ambassadors Theatre di Londra.

Taron Egerton e Jonathan Bailey. Foto: Brinkhoff Moegenburg Cock

Ambassadors Theatre

4 stelle

Prenota i biglietti per Cock L’AMORE COME SFIDA POCO CAVALLERESCA

Nel 2009 – e di nuovo a Chichester nel 2018 – mi sono persa la pièce maliziosa e a metà tra il serio e il faceto di Mike Bartlett, su un uomo gay alle prese con la propria identità (e con il compagno furioso) dopo essersi innamorato di una donna.  Una donna che ama sia come persona sia – con sua confusione – come corpo, come anatomia.  Intelligente riproporla in un’epoca ancora più ansiosa sul fronte del genere:  Marianne Elliott dirige con il suo consueto ritmo serrato (sono 95 minuti), c’è una raffinata coreografa dei movimenti, Annie-Lunnette Deaken-Foster, e una scenografia a mezzaluna, doppia girevole, foderata di specchi, dal sapore futuristico, con strani “siluri” al neon sospesi, creata da Merle Hensel.  Uno spettacolo d’avanguardia per un testo sulla biologia di base, se vogliamo.

Jonathan Bailey, Phil Daniels, Taron Egerton e Jade Anouka. Foto: Brinkhoff Moegenburg

Il problema del protagonista è ovviamente un bel nodo da masticare nella nostra epoca di angosce identitarie autoreferenziali, anche se è curioso notare che già 13 anni fa le idee dei personaggi erano binarie:  eri gay, etero o, al limite, bi. Niente LGBTQIZ+ allora. Il cast è superbo (in realtà sono in 4, ma niente spoiler per la nuova generazione: l’ultimo ingresso è uno shock esilarante, da risata improvvisa). Jonathan Bailey è l’amante esitante, un uomo-bambino barbuto dall’identità ancora informe e ansiosa. Taron Egerton, raro in teatro ma completamente a suo agio, regala al personaggio un’incantevole vulnerabilità asciutta, sarcastica, controllata, con tempi comici micidiali,  e la splendida Jade Anouka è la donna.

Jonathan Bailey e Jade Anouka. Foto: Brinkhoff Moegenburg

Da notare: solo il protagonista, il possessore del “cock”, ha un nome – John – mentre il fidanzato è indicato come M e la donna  come W.  Non sono affatto figure vuote, ma l’espediente sottolinea – come la battuta ingenuamente greve “la sua vagina è fantastica” – la sensazione che la personalità e i gusti del ragazzotto risiedano soprattutto sotto la cintura.   In realtà sta scegliendo delle persone, ma crede di stare scegliendo una sessualità. L’esplorazione di questa scelta con W è, tra l’altro, evocata in modo magnifico da una sequenza molto distanziata ma decisamente erotica – e divertente – che sfrutta al massimo la doppia girevole.  Se vi è mai sembrato che la vostra storia d’amore girasse in tondo…

Jade Anouka e Jonathan Bailey. Foto: Brinkhoff Moegenburg

La storia procede in flashback e in avanti seguendo l’evoluzione del dilemma di John, fino a culminare in una lotta feroce, senza cibo ma terribilmente credibile, combattuta “su” di lui.  Il piacere – e il dolore reale – si acuiscono via via che diventa evidente che John non vale la battaglia.  Come dice con precisione il suo amante maschile all’inizio:  "Tu sei un ruscello. Io ho bisogno di un fiume". John quasi non cresce, mentre  l’M di Egerton guadagna statura e dignità sotto i nostri occhi. È pungente da diva, dolcemente triste, più grande, e più centrato e vero di John.  Anche Anouka lo è:  con intelligenza, la sua attrazione per John va ben oltre il sesso quando parla di figli, di un futuro lungo, dei Natale in famiglia: una chimera, sì, ma anche il riconoscimento di desideri antichi e fondamentali  (va ricordato che in Inghilterra il matrimonio gay sarebbe arrivato solo cinque anni dopo; le unioni civili avevano appena quattro anni ed erano rare.  Per molti, le famiglie gay erano ancora un sogno).

Phil Daniels e Taron Egerton. Foto: Brinkhoff Moegenburg

Diventa anche chiaro – tra l’amusement delle donne in platea – che il problema di John è in parte questo: M è, pur amorevole,  per natura sarcastico e critico, mentre W è "dolce" e fa sentire John bene con se stesso. Tuoni e fulmini: è a questo che servono le donne?  A lisciare il pelo a uomini indegni e infantili?  Forse qualche gay naturalmente sarcastico nel 2009 ha visto lo spettacolo e ha salvato la propria relazione pensando "mmm, sì, forse gli serve davvero una dose extra di autostima, meglio fare la moglie adorante, lo sguardo di ammirazione alla Nancy Reagan…".

È una serata stimolante e farà parlare molto di fluidità di genere, identità interiore e sessualità moderne, libere e fluttuanti. Ma diciamolo: in fondo è un testo sulla necessità della monogamia. Se John avesse un po’ di spina dorsale e una moralità maschile d’altri tempi, avrebbe lasciato il comodo appartamento di M e avrebbe riflettuto da solo un po’ più a lungo, soppesando dove stia davvero il suo amore. Il peccato mortale contro l’amore è l’esitazione e il tormento inflitto a entrambi. Le vagine c’entrano pochissimo, davvero…

PRENOTA I BIGLIETTI PER COCK Cock è in scena all’Ambassadors Theatre fino al 4 giugno

Leggi anche: pubblicate nuove immagini di Taron Egerton, Jonathan Bailey, Jade Anouka e Phil Daniels in Cock

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