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NOTIZIE

PROSSIMAMENTE: Eventi al The Phoenix Artists Club

Pubblicato su

27 febbraio 2017

Di

julianeaves

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Foto: Lisa Hickson Cases

Phoenix Artist Club

Domenica 12 febbraio 2017

Un nuovo lavoro dell’eccezionalmente talentuoso Dominic Powell (che non ha ancora compiuto trent’anni) è sempre motivo di festa, e ce n’è stata parecchia nel cabaret nel seminterrato accanto al Phoenix Theatre un paio di weekend fa, quando ha svelato il suo ultimo festival di canzoni. A dare vita a questo ciclo di momenti musicali dal suo nuovissimo show c’erano le splendide voci di Bobbie Little, Christina Matavu, Nicholas McLean, Jordan Shaw e il “narratore” Brandon Lee Henry. La band era composta da Powell alle tastiere, un Powell senior alla chitarra e un altro alle percussioni (cajón). Tipico di Dominic: una presentazione pulita, ben pensata e davvero efficace.

Coltivando un suono “americano” molto commerciale, il numero d’apertura – la canzone che dà il titolo – sembrava arrivare attraverso una qualunque serie di produzioni scolastiche di ‘Rent’. Ma era più raffinato, qualcosa di più vicino a ‘Murder Ballad’, con armonie morbide e colori dell’accompagnamento scelti con squisita cura (scrive lui stesso tutti gli arrangiamenti, naturalmente!). Il brano successivo, ‘Airs and Graces’, ha introdotto la prima di molte esplosioni di potenti voci femminili nere. E poi ci siamo lanciati in una sequenza di numeri – ‘Charged’, ‘Possession’, ‘Cost of Living’ – che ci ha trascinati attraverso la storia, un po’ astrusa, di lotte interne attorno ai diritti di proprietà intellettuale di una costumista del West End. La trama, a dire il vero, sembra che potrebbe essere facilmente eliminata e sostituita con qualcosa di molto più sostanzioso, così da risultare un abbinamento più adeguato alle canzoni, importanti e bellissime. Dal punto di vista dei testi, Powell ha una voce potente, e il suo libretto dovrebbe davvero essere allo stesso livello. Al momento, la storia non ha la stessa credibilità e risulta evasiva e sciocca. In qualche modo, penso che questa situazione cambierà.

Foto: Chris Lincoln

La dolce ballata che avevamo appena ascoltato ci ha colpiti per l’elegante semplicità della linea vocale, le armonie scorrevoli e la straordinaria capacità di parlare direttamente al cuore. E, insieme a questo, Dominic ha dimostrato anche la sua superba abilità come accompagnatore sottile e sensibile. Allo stesso modo, si è rivelato un maestro di arrangiamenti vocali brillanti e scattanti, con raggruppamenti di grande intelligenza (sui quali suda per lunghissime, lunghissime ore, sappiatelo); in particolare, sa esattamente come ottenere il massimo dalle sue combinazioni, che si tratti di un bel duetto per tenore e soprano, oppure di valorizzare la sua mezzosoprano solista nel bellissimo racconto musicale che è ‘Waterfalls’.

Ciononostante, queste glorie musicali sono state continuamente oscurate da un copione piuttosto sciocco. Non si può che sperare che, con il beneficio di un po’ di utile ripensamento, riesca a vedere quanto siano buone le canzoni e che il copione debba affrontare lo stesso lavoro attento e ponderato della partitura. È seguita un’altra serie di numeri formidabili, culminata nel brano micidiale ‘You Don’t Know Me’, una dichiarazione emotiva diretta e potente con un accompagnamento a carillon da brividi, che sembra semplicemente gridare la necessità di una storia molto, ma molto migliore da raccontare. Infine, siamo arrivati a un grande numero da ritorno in scena, ‘Stand’, e poi la serata si è conclusa con una ripresa del tema d’apertura.

Dominic Powell – in pochissimo tempo – ha fatto passi da gigante da quando l’ultima volta l’ho visto al Theatre Cafe (con un programma di sole ballate). In qualche modo penso che, la prossima volta che avrò l’onore e il privilegio di godermi le sue meravigliose composizioni, io – e tutti gli altri – noteremo progressi ancora più clamorosi. Tenetelo d’occhio!

Questa è stata un’esecuzione in forma di concerto di brani dal nuovo show di Dominic Powell, ‘Cases’, presentata come un “workshop”. Come da prassi, non assegneremo stelle.

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