Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Scaramouche Jones, In streaming online ✭✭✭

Pubblicato su

Di

rayrackham

Share

Ray Rackham recensisce Scaramouche Jones con Shane Richie, ora disponibile in streaming su Stream.Theatre.

Shane Richie in Scaramouche Jones. Foto: Bonnie Britain Scaramouche Jones Streaming online

3 stelle

Una recensione da tre stelle è un po’ un “curate’s egg”. Come il timido curato della vignetta originale che portò alla tavola del Vescovo un uovo stantio, assicurando al destinatario che “alcune parti sono eccellenti”; tre stelle sembrano suggerire che certe cose di uno spettacolo funzionano, ma ce ne sono altre che potrebbero essere davvero pessime. Forse il modo più gentile di classificare una recensione da tre stelle è dire che lo spettacolo potrebbe essere buono. Quel “potrebbe” è, nel migliore dei casi, poco impegnativo, potenzialmente fuorviante, e rischia di irritare chi va a teatro aspettandosi una serata solida. Scaramouche Jones, con la regia di Ian Talbot, e nonostante una prova tour de force di Shane Richie, è esattamente questo.

Shane Richie in Scaramouche Jones. Foto: Bonnie Britain

Il personaggio del titolo è un clown centenario che, alla vigilia del nuovo millennio, decide di condividere la sua storia di vita, la notte della sua esibizione con la “swag song” e – parole sue – “proprio alla fine del ventesimo secolo”. È pronto a morire, come se segnare il traguardo dei cento anni bastasse, ma non prima di mettere a nudo corpo e anima davanti a chiunque stia ascoltando. La sua storia è affascinante: il monologo scritto da Justin Butcher ci porta dai carnevali di Trinidad, passando per i campi di concentramento dell’Europa orientale, fino alle strade eleganti della Londra di una volta. Sulla carta, il viaggio suona tanto artificioso quanto ridicolo, ma Butcher gestisce l’esposizione rapida e necessaria in un modo che, almeno, la fa funzionare. Ci mette però troppo a ingranare e, quando – a quarantuno minuti dall’inizio – Scaramouche comincia a parlare di Ypres e Passchendaele, ci rendiamo conto di aver attraversato solo sedici di quei cento anni e ci prepariamo a una lunga serata!

La prova di Richie è, con costanza, buona. In molti momenti è eccellente. In bilico con grande abilità tra l’avanguardia colta e la sfrontatezza un po’ “end-of-the-pier”, è un’interpretazione che funziona davvero. La sua bravura spavalda, lievemente inquietante, è bilanciata da tic fisici e gambe scomposte che avrebbero reso orgoglioso Kenny Everett; il risultato è insieme incantevole e tragico. È davvero un piacere da vedere. Il testo di Butcher è più grande di quanto qualunque attore vorrebbe mai affrontare, intrecciando incontri con pericolosi trafficanti di schiavi, incantatori di serpenti, Mussolini e vittime del fascismo avviate verso la morte. Richie affronta questo eccesso a viso aperto e, prevedibilmente, è più brillante quando abbandona la dimensione performativa e crede davvero agli orrori delle molteplici e diverse esperienze del suo personaggio.

Shane Richie in Scaramouche Jones. Foto: Bonnie Britain

Purtroppo, però, Richie non basta. Questa produzione è un insieme di eccessi che semplicemente non torna. Un’esplosione di cellophane rosso accartocciato avvolge il mobilio polveroso di metà secolo, sistemato sotto una scala di backstage, il tutto punteggiato da palloncini rossi a elio; dando l’impressione che la scenografia di Andrew Exeter sia stata spruzzata di salsa da toffee apple appena prima dello streaming. Il paesaggio sonoro incessante di Harry Regan è semplicemente troppo invasivo, e i tremolii in stile camcorder, ammiccamenti a The Blair Witch Project, diventano presto irritanti invece di valorizzare il fatto che stiamo guardando da casa. In definitiva, i numerosi cambi di tono (in ogni senso) non sono efficaci quanto Talbot probabilmente sperava e sembrano piuttosto un brusco assalto ai sensi.

Scaramouche Jones diverte nella sua assurdità ed è interessante nella sua tragedia. Questa produzione non aggiunge, ma piuttosto sottrae, a una prova solida di Richie, in una storia discontinua ma coinvolgente di Burke. Come somma delle sue parti, però, resta un caleidoscopio divagante che semplicemente non si amalgama.

PRENOTA I BIGLIETTI PER SCARAMOUCHE JONES

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI