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NOTIZIE

RECENSIONE: Molto rumore per Hero, Teatro N16 ✭✭✭

Pubblicato su

Di

julianeaves

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Tanto rumore per Hero

Theatre N16

17 ottobre 2017

3 stelle

Lexi Clare, produttrice, autrice e protagonista di questa avventura, è una forza con cui fare i conti e un graditissimo nuovo volto della scena teatrale britannica.  Ispiratrice e motore di uno straordinario festival di nuova drammaturgia al femminile ospitato nella sede del Theatre N16, il capiente Bedford pub di Balham, il suo Maiden Speech Festival, coglie l’occasione per brillare con un pezzo portante: un lavoro scritto in risposta a secoli di giudizi consolidati su uno dei personaggi più irritanti di Shakespeare, la (apparentemente) remissiva vittima delle manovre tossiche di Don John nella sempre amatissima commedia “di famiglia” di Shakespeare, “Molto rumore per nulla”.

L’apertura è magistrale: Clare si presenta come una sorta di Sam Spade – o Arletty – in trench, piena di humour impassibile e battute secche come un martini extra-dry, in un monologo di 15 minuti che abbatte con brillantezza secoli di stereotipi e rifà da cima a fondo, con grande vividezza, una delle figure femminili meno conosciute e meno amate di Shakespeare.  Solo questo segmento vale il prezzo del biglietto.  Trasportati sulla cresta dell’onda del suo intelletto, del suo humour e del suo genio teatrale, si prova l’emozione di essere presenti all’inizio di quella che – ne siamo certi – potrebbe essere una carriera davvero splendida.  È raro imbattersi in un’interprete con tanta immaginazione e con una tale capacità di far vedere al pubblico ciò che conosce benissimo con occhi completamente nuovi.

Dopo questa sensazionale ouverture, però, è come se a Clare venisse meno un filo di coraggio, e ripiegasse su una Hero “convenzionalmente” femminile, completa di lungo abito a fiori e maniche arricciate in mussola.  Per un attimo ci si aspetta che sovverta quell’immagine, ma no: parte con un racconto piuttosto prevedibile della trama e delle principali battute dell’opera.  Pur potendo tornare utile come ripasso per gli studenti in vista dei GCSE, la cosa lascia un po’ l’amaro in bocca – e probabilmente Clare ne è consapevole: non mi stupirebbe scoprire che, in futuro, eliminerà questo materiale per concentrarsi invece sulla sua formidabile mente e sul suo istinto teatrale per ciò che funziona davvero.  Dopotutto non sta cercando di essere una Reduced Shakespeare Company in versione one-woman show: ha molto più da dirci.  Molto di più.

Accanto al suo percorso, Amy Le Rossignol (anche alle tastiere) accompagna musicalmente alcuni testi scritti da Clare: sono brani piacevoli, ma forse non ancora sviluppati quanto l’ossatura dello spettacolo.  Si spera che l’esperienza di condividere questa prima versione con il pubblico di Balham rafforzi la determinazione delle autrici-interpreti a far crescere ulteriormente il lavoro: non è difficile immaginarlo come un serio contendente nei circuiti dei festival, e potrebbe dare un’ulteriore, vigorosa spinta alle loro carriere.  È stato un debutto memorabile e mi considero molto fortunato ad avervi assistito.  Terrò d’occhio – con grande interesse – i prossimi lavori degli inestimabili talenti della signora Clare e Co.

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