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NOTIZIE

LA SCELTA DEI CRITICI: I 10 Migliori Nuovi Musical di Ottobre 2015

Pubblicato su

Di

stephencollins

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Quale musical dovresti vedere per primo a Londra?

Abbiamo messo insieme questa lista per risparmiarti la fatica di capirlo da solo! È solo il nostro punto di vista – e ognuno ne ha uno – basato sulle impressioni dei nostri recensori. Aggiorneremo l’elenco regolarmente, così le nuove produzioni finiranno sul tuo radar e, quando cambiano i cast originali, lo terremo in considerazione.

I musical in scena da più di tre anni non sono inclusi: questa è una lista di produzioni nuove o relativamente nuove attualmente in scena a Londra.

Quindi vai a vederli!

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1. Gypsy

Non hai ancora molto tempo per vedere questo straordinario pezzo di teatro! Tutti in questa compagnia sono superbi nel proprio ruolo: tutti sanno davvero cantare, davvero ballare e offrire una prova impeccabile sia sul piano drammatico che su quello comico. È una creatura rara: un musical dal casting squisito, in cui le esigenze dei ruoli contano più del potenziale richiamo al botteghino o della popolarità su Twitter. È difficile credere che sia mai esistita una Rose migliore di quella che Staunton crea qui.

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Katie Brayben e Carole King in Beautiful. Foto: Brinkoff Mogenberg 2. Beautiful: The Carole King Musical

Il cuore pulsante, maestoso e luminoso di questa produzione è l’interpretazione impeccabile, radiosa e assolutamente trionfale di Katie Brayben nei panni di Carole King. Brayben ricrea atmosfera, suono e aspetto di Carole King in modo completamente autentico e coinvolgente – sembra proprio una natural woman.

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Dylan Emery, Justin Brett, Ruth Bratt, Andrew Pugsley, Lucy Trodd, Adam Meggido e Philip Pellew in Showstopper. Foto: Geraint Lewis. 3. Showstopper! The Improvised Musical

Se vai a teatro regolarmente, ti sarà sicuramente capitato quel raro, terribile, ma al tempo stesso squisito momento in cui un attore va in bianco, un oggetto di scena non funziona, una porta non si apre o un costume si scuce. Riconoscerai quell’istante particolare e inconfondibile in cui orrore e meraviglia si fondono e attraversano i volti del cast, mentre alcuni lottano per andare avanti e altri cercano – di solito invano – di trattenere le risate. Showstopper! prospera su momenti così; anzi, in un certo senso, l’adrenalina dell’incertezza su quale scelta farà un altro attore alimenta la comicità e la creatività.

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4. The Book of Mormon

The Book of Mormon comincia molto prima che tu metta piede in teatro. Londra è tappezzata dei suoi manifesti e nei nostri uffici riecheggiano battute e canzoni ormai entrate nella memoria. Quando arrivi a Leicester Square vieni incanalato verso il Prince of Wales – soprattutto se c’è una première cinematografica – e, una volta davanti al teatro, sei circondato da code sia per entrare sia per ritirare i biglietti. L’atmosfera è ipnotica e il peso delle aspettative è enorme. Sono felice di dire che le mie aspettative sono state all’altezza.

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David Flynn e Abigail Matthews in The White Feather. Foto: Scott Rylander 5. The White Feather

The White Feather è tutto ciò che il teatro musicale dovrebbe essere: ti farà riflettere a fondo sul coraggio, sulla guerra e sulla natura umana, fino a casa. Se c’è un briciolo di giustizia, questa produzione entusiasmante avrà una tenitura più lunga o una seconda casa, così da ottenere il pubblico più ampio che merita.

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6. Charlie and the Chocolate Factory

La produzione di Sam Mendes dell’adattamento musical di Charlie and the Chocolate Factory è in ottima forma. Nulla lo dimostra più chiaramente del fatto che lo spettacolo non perda un colpo nonostante siano stati chiamati in causa tre understudy. La compagnia non ha avuto esitazioni. Le coreografie sono curate e ben oliate; i costumi e le scene meravigliosamente colorati – e a tratti volutamente scoloriti – di Mark Thompson sono in condizioni impeccabili e evocano senza sforzo il necessario senso di magia. La musicalità e la vivacità giocosa della musica di Marc Shaiman restano contagiose e dolcissime.

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The Hounslow Harriers in Bend It Like Beckham. Foto: Ellie Kurttz 7. Bend It Like Beckham

Il secondo atto è praticamente perfetto. Si apre con un numero favoloso per le ragazze, Glorious, e poi non si volta più indietro. È pieno di grande musica di Goodall e l’ampiezza degli stili che attraversa è notevole. Usa efficacemente sonorità punjabi; c’è un magnifico assolo per la madre di Jules, There She Goes; un duetto melodioso, delicato e gioioso, Bend It; poi un quintetto travolgente e un pezzo di incontenibile allegria che celebra il matrimonio di Pinky e Teetu in tandem contrappuntistico con la festa per la vittoria nella finale di calcio. Quando il secondo atto finisce, le lungaggini del primo sono state spazzate via e il contagioso senso di armonia e felicità è irresistibile.

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Jon Jon Briones nel ruolo dell’Engineer in Miss Saigon 8. Miss Saigon

Se non altro, questa produzione di Miss Saigon riafferma Cameron Mackintosh come il più grande produttore di musical di sempre. Conosce il suo pubblico e, da produttore e proprietario di teatro, mantiene le promesse!

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9. Memphis

Più di ogni altra cosa, Memphis parla di cambiamento e accettazione, e del modo importante in cui la cultura e l’arte (in questo caso la musica) possono essere trasformative in maniera concreta e tangibile. Ma non è mai predicatorio o serioso; al contrario, fa leva su humour, cuore e hockadoo, creando mini-tornado di gioia danzante e cantata che spingono il tuo spirito fino alla stratosfera.

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10. Kinky Boots

Lennox è sensazionale nel ruolo di Lauren, la strampalata ragazza della fabbrica che flirta e alla fine conquista il cuore del Boss. È un tour de force comico: Lennox non ne sbaglia una, non lascia passare nemmeno un’occasione di risata e non fa mai nulla al di sotto di livelli esplosivi. Ruba completamente la scena ogni volta che è in palcoscenico e il suo spassoso solo, The History of Wrong Guys, è il primo momento dello spettacolo in cui pensi che forse Lauper possa davvero essere all’altezza di comporre una partitura in stile Broadway. Inizia pure a incidere quell’Olivier Award, perché se c’è un briciolo di giustizia Lennox sarà la favorita assoluta.

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