Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Il Colore Viola a casa, Curve Leicester ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

rayrackham

Share

Ray Rackham recensisce la produzione online del musical The Color Purple at Home, presentata da Curve Leicester.

Il cast di The Color Purple at Home Foto: Pamela Raith

The Color Purple at Home

In streaming online

Curve Leicester

5 stelle

Prenota un biglietto




Una serie di luci di scena verticali svetta sopra un gruppo riunito di testimoni che, in un’immediata e gioiosa armonia, riportano alla luce un passato che il mondo aveva sperato di poter dimenticare, nello straordinariamente attuale musical The Color Purple di Marsha Norman, Brenda Russell, Allee Willis e Stephen Bray. È una domenica mattina e l’ensemble che abita questo mondo ci fa capire subito dove siamo e perché. Sappiamo che questa storia sarà quella di Celie (T’Shan Williams, in un’interpretazione maestosa e magnetica). Sappiamo che l’ensemble ci accompagnerà con perizia attraverso anni e tragedie che si abbattono su una comunità emarginata, brutalizzata e spesso senza speranza. Sappiamo che lo spettacolo non solo metterà a nudo la sofferenza nera senza timori né scuse, ma celebrerà anche l’esistenza nera con gioia e vitalità. La cosa più pertinente, però, è che, mentre gli eventi si dipanano, ci viene sottilmente ricordato quanto questa storia resti importante.

T'Shan Williams (Celie), Ako Mitchell (Mister) e Danielle Fiamanya (Nettie). Foto: Pamela Raith.

Dopo la magnifica produzione natalizia di Sunset Boulevard – un musical apparso al tempo stesso rinnovato e rivoluzionato per questo nuovo mondo di teatro in streaming – è sorprendente constatare che, con The Color Purple, Curve sia riuscito nell’impossibile: alzare ulteriormente l’asticella. Una fotografia accorta cattura quella foschia quasi tangibile che ci si aspetta di vedere solo a teatro dal vivo, mentre le torri di luce (l’intuitivo design di Ben Cracknell) incorniciano un’area scenica viscerale che – con l’ensemble appena fuori dalla piattaforma girevole ma ostinatamente sempre in camera – diventa quasi un’estensione di noi, il pubblico.

Danielle Fiamanya nei panni di Nettie. Foto: Pamela Raith

Il sound design di Tom Marshall, che abbraccia gli echi pulsanti di grilli, canti d’uccelli e risate di bambini, dona allo spettacolo un’autenticità inquietante, fondendo ancora una volta i linguaggi del teatro e del cinema. Non vengono aggiunti strati per cercare di nascondere le cuciture della diretta in streaming: vediamo gli operatori di camera fianco a fianco con gli attori, splendidi nei costumi dalle tonalità seppia di Alex Lowde, che definiscono tempo e luogo, con spruzzi di colore a sottolineare i personaggi. Proiezioni e sovrimpressioni non vengono usate per occultare l’armamentario di un teatro al lavoro, ma piuttosto per metterne in risalto la presenza. Questa versione di The Color Purple è un trionfo creativo e tecnico. Un mix di classe, verità e onestà da ogni reparto. Il posto di Tinuke Craig è ormai assicurato tra le registe di punta per questo tipo di teatro, alla guida di un musical in streaming che difficilmente potrà essere superato.

T'Shan Williams (Celie) e Carly Mercedes Dyer (Shug). Foto: Pamela Raith

Il successo di The Color Purple si regge in larga parte sul talento del cast e, in questa produzione, l’ensemble è uniformemente e straordinariamente eccellente. Dalla rappresentazione di Shug Avery di Carly Mercedes Dyer, emozionante per forza e umanità, alla Sofia di Karen Mavundukure, disperata, resiliente e dolorosamente autentica, il musical dichiara chiaramente la propria forza nella potenza del femminile; e in questo rimane fedele al romanzo di Alice Walker. La Nettie trascendente di Danielle Fiamanya esplora l’esistenza nera oltre i confini claustrofobici del Profondo Sud e, all’inizio dell’Atto Secondo, guida l’ensemble in una Africa da brividi, da vero “show-stopper”. Ma va anche riconosciuta l’attenzione per il Mister di Ako Mitchell, la cui trasformazione lo allontana da un bozzetto alla Willy Loman per diventare un elemento pienamente compiuto di questo arazzo musicale, aggiungendo un livello di grande bellezza allo spettacolo, soprattutto a partire dal suo tour de force dell’Atto Secondo, Mister Song. Eppure lo spettacolo è di Williams: la sua Celie, impareggiabile, è scolpita, messa a nudo e cantata con precisione; ogni asides rivolto a noi attraverso l’obiettivo della camera è un’esaltante dimostrazione del suo mestiere scenico, ogni nota è intonata con l’angoscia di una donna rimproverata dalla società in cui è intrappolata, ma determinata a non lasciarsi sconfiggere.  Si parla sempre moltissimo della canzone I’m Here, quindi è particolarmente piacevole vedere Williams riuscire a farla davvero sua.

Il cast di The Color Purple at Home. Foto: Pamela Raith

Lo spettacolo colpisce con un pugno emotivo potente, anche per ciò che è accaduto al teatro, al mondo e alle nostre singole comunità dall’ultima volta che vi abbiamo fatto visita. Il viaggio di Celie si rivela con un’angoscia amplificata mentre esploriamo, nel post-2020, i temi di comunità, paura, rassegnazione e isolamento. Al suo cuore, la produzione di Craig attinge alle tradizioni della schiavitù del Sud, con tutta la sua malvagia misoginia e il suo brutale razzismo. Affronta con abilità quell’America che il mondo preferirebbe relegare a un folclore scomodo, mentre le tiene ostinatamente uno specchio davanti alla sua straziante eredità di oggi, di domani e finché non inizieremo tutti davvero ad ascoltare. Con una partitura così forte (Alex Parker al meglio nel suo ruolo di direttore musicale), è difficile non ascoltare e, soprattutto, non pensare – e pensare intensamente. Mentre il 2021 continua a offrire un’abbondanza di contenuti online, è facile perdere di vista il potere dell’arte di trasformare lo sguardo e galvanizzare l’azione. Quando questa compagnia canta “rising like the sun is the hope that sets us free”, concedetevi questo promemoria. È importante. 

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI