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RECENSIONE: La morte e la vita di tutti noi, Summerhall, Edinburgh Fringe ✭✭✭
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Di
pauldavies
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Paul T Davies recensisce The Death and Life of All of Us, in scena al Summerhall nell’ambito dell’Edinburgh Fringe.
The Death and Life of All of Us
Summerhall, Edinburgh Fringe
3 stelle
Questo spettacolo autobiografico è una lettera d’amore di Victor Esses alla sua prozia Marcelle, conosciuta per la prima volta quando lui aveva 19 anni. Si era trasferita dal Libano all’Italia, dall’ebraismo al cristianesimo, e ha custodito un segreto per tutta la vita. Servendosi delle sue registrazioni, Esses costruisce un lavoro in forma documentaria su una donna a cui è evidente fosse profondamente legato
Il problema principale, per me, è stata la scarsa qualità audio delle videocassette: facevo fatica a capire cosa venisse detto. Di conseguenza, non ho saputo né compreso quale fosse il suo grande segreto. In altre parti dello spettacolo erano presenti i sottotitoli, ma erano davvero necessari per le registrazioni. Si tratta di un aspetto tecnico su cui si può lavorare, qualora lo spettacolo si sviluppi ulteriormente.
Ci sono però anche elementi riusciti. Esses è un narratore sensibile, entra bene in relazione con il pubblico, e ho apprezzato la sua danza finale, un inno alla libertà e all’identità. Mi è piaciuta anche la musica di Enrico Aurigemna. I diversi componenti dello spettacolo devono essere intrecciati con maggiore efficacia, e l’insieme è sembrato chiaramente un lavoro ancora in divenire.
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