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RECENSIONE: Lie Low, Traverse Theatre, Edinburgh Fringe ✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce lo spettacolo di Ciara Elizabeth Smyth, Lie Low, attualmente in scena al Traverse Theatre nell’ambito dell’Edinburgh Festival Fringe.

Charlotte McCurry e Michael Patrick. Foto: Ciaran Bagnall Lie Low

Luogo: Traverse Theatre, Edinburgh Festival Fringe

Data: 9/8/23

Valutazione: 3 stelle

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Faye fa fatica a dormire: gli incubi vengono scatenati da un’intrusione in casa, quando sorprende un ladro che indossava una maschera da papera e la stende con un colpo. Quando riprende i sensi, lui è lì sopra di lei, con il pene fuori. Quando la sua (probabile) terapeuta le suggerisce di affrontare le sue paure, Faye chiede aiuto al fratello Naoise per fare i conti con i suoi demoni “a forma di papera”. Ma lui ha un segreto che sta per venire a galla, e i due finiscono intrappolati in un inevitabile loop performativo.

Foto: Ciaran Bagnall

La drammaturgia di Clara Elizabeth Smyth è originale e impegnativa, e dice molto su salute mentale e sostegno. Sono gli elementi surreali a funzionare meglio, con una travolgente colonna sonora anni ’70 e un ottimo lavoro coreografico. Ma l’eccentricità finisce per sommergere la situazione: non arriviamo mai al cuore dei problemi di Faye e il risultato appare goffamente poco convincente.

Questo non toglie nulla alle interpretazioni. Charlotte McCurry è straordinariamente nevrotica nei panni di Faye, frizzante di energia nervosa, e Michael Patrick restituisce alla perfezione l’imbarazzo e al tempo stesso la necessità della situazione: ha bisogno di qualcosa da Faye tanto quanto lei ha bisogno di lui. I movimenti di Thomas Finnigsn sono superbi, con un ottimo uso dello spazio. Ho trovato lo spettacolo intrigante, anche se poco convincente nelle sue premesse, ma realizzato molto bene.

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