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NOTIZIE

RECENSIONE: Storie di Fantasmi, Ambassadors Theatre Londra ✭✭✭✭

Pubblicato su

12 ottobre 2019

Di

markludmon

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Mark Ludmon trova che Ghost Stories di Jeremy Dyson e Andy Nyman continui a far sobbalzare nella sua ultima tappa nel West End all’Ambassadors Theatre

Foto: Chris Payne Ghost Stories

Ambassadors Theatre, Londra

Quattro stelle

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Sono ormai quasi dieci anni da quando Ghost Stories ha iniziato a terrorizzare il pubblico. Dopo il debutto al Liverpool Playhouse nel febbraio 2010, lo spettacolo da brividi di Jeremy Dyson e Andy Nyman ha collezionato diverse riprese londinesi ed è stato portato in tournée in giro per il mondo, fino in Cina, Australia e Perù, oltre a diventare un film di successo due anni fa. Come le migliori storie di fantasmi, il suo fascino si rifiuta di svanire ed è tornato nel West End londinese per una nuova replica giusto in tempo per Halloween e per il solstizio d’inverno.

Anche quando conosci già tutta la storia, riesce comunque a farti saltare sulla sedia. Anzi, alla seconda visione mi rendo conto di quanto mi sia perso la prima volta: il che lo rende ancora più agghiacciante e perturbante. La struttura è familiare a chi, come molti di noi, è cresciuto con i vecchi film horror “a episodi” (portmanteau) come il classico del 1945 Dead of Night, composto da una serie di storie diverse tenute insieme, in modo piuttosto libero, da un altro “arco” narrativo (come si dice oggi in TV). Qui, il professor Goodman apre lo spettacolo interagendo con il pubblico come fosse a una conferenza, promuovendo il suo messaggio laico e razionale: i fantasmi non esistono.

Foto: Chris Payne

Si propone di presentare e smontare tre testimonianze contemporanee, reali, di esperienze soprannaturali. Da un deposito abbandonato a una strada di campagna remota e avvolta nella nebbia, fino a una casa elegante a Notting Hill: questi racconti dal sapore classico prendono vita sul palco grazie all’ingegnosa scenografia di Jon Bausor e agli effetti speciali di Scott Penrose, valorizzati dalle luci intelligenti di James Farncombe e dagli inquietanti effetti sonori di Nick Manning che riempiono l’intero teatro. Sono storie costruite su una tensione lenta e crescente e su spaventi improvvisi che riescono ancora a strappare urla e risate nervose al pubblico. Nella migliore tradizione dell’horror, sono anche attraversate da un umorismo nero e da tocchi di sciocca assurdità.

Simon Lipkin è eccellente nei panni di Goodman, e con coinvolgente serietà impassibile conduce la sua lezione “smonta-fantasmi”, proseguendo la lunga tradizione gotica dello scienziato empirico che si confronta con il soprannaturale. È sostenuto con forza da Garry Cooper nel ruolo di una guardia giurata burbera, da Preston Nyman come adolescente viziato e da Richard Sutton nei panni di un trader arrogante. Diretta da Sean Holmes insieme a Dyson e Nyman, Ghost Stories continua a regalare brividi anche dopo quasi un decennio. Nastro segnaletico, luci tremolanti e un paesaggio sonoro sinistro aumentano la tensione nella platea dell’Ambassadors, e già prima di entrare in teatro un cartello di avviso invita “chi è particolarmente impressionabile a riflettere molto seriamente prima di assistere”. A giudicare da un’uscita a metà, con volto livido, dopo gli spaventi della prima storia di fantasmi, sembra che qualcuno non abbia preso l’avvertimento abbastanza sul serio.

In scena all’Ambassadors Theatre fino al 4 gennaio 2020, poi in tournée nel Regno Unito

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