NOTIZIE
RECENSIONE: The Corn Is Green, National Theatre di Londra ✭✭✭
Pubblicato su
Di
pauldavies
Share
Paul T Davies recensisce The Corn Is Green, un dramma semi-autobiografico di Emlyn Williams ora in scena al National Theatre di Londra.
Nicola Walker nei panni di Miss Moffat. Foto: Johan Persson The Corn is Green.
National Theatre, Londra
22 aprile 2022
3 stelle
Tutti abbiamo, o dovremmo avere, un insegnante d’ispirazione che ha creduto in noi e ha cambiato il corso della nostra vita; io di certo l’ho avuto. Il presupposto centrale del dramma semi-autobiografico del 1938 di Emlyn Williams è proprio questo potere dell’influenza: quando l’insegnante d’inglese Miss Moffat arriva in bicicletta in un villaggio minerario gallese, apre una scuola e comincia a istruire i lavoratori. Uno, in particolare, si distingue: Morgan Evans, che lei prepara per l’esame di ammissione a Oxford. Il concept del regista Dominic Cooke introduce Emlyn Williams come personaggio, in lotta tra la sua vita colta e la fama di attore a Londra, mentre scrive il testo nella sua testa. Quello che inizia come un modo innovativo di incorniciare la pièce, con “Emlyn Williams” che legge didascalie, pensieri e sguardi mentre gli attori si muovono su un palcoscenico spoglio, diventa rapidamente la chiave di lettura dell’intero spettacolo. Per me questo sposta l’attenzione lontano dal testo, rendendo Williams il vero protagonista, non Miss Moffat e, soprattutto nella seconda parte quando interrompe l’azione per riscrivere una scena, sottolinea che gli attori sono soltanto cifre al servizio delle parole del drammaturgo, frenando la caratterizzazione. La pièce, già problematica per un pubblico contemporaneo, non viene lasciata libera di reggersi (o crollare) sui propri meriti.
Iwan Davies nei panni di Morgan Evans. Foto: Johan Persson
C’è un coro maschile — di gran lunga la cosa migliore della produzione — che riempie il Lyttelton Theatre di melodie splendide, funzionando in parte come un coro greco, ma anche come una giuria che osserva gli eventi dispiegarsi. Ribadiscono inoltre il profondo romanticismo al cuore del testo; sono abbastanza sicuro che mio padre e i suoi colleghi non intonassero inni trascinanti durante i due miglia di strada verso casa dopo ogni turno di dodici ore. Nei panni di Miss Moffat, Nicola Walker porta grande energia al ruolo, e le sue convinzioni ne mettono in luce la complessità: il suo sessismo e il suo snobismo sono profondi quanto quelli dello Squire (interpretato con verve da Rufus Wright). Iwan Davies, come Morgan Evans, riesce a dare un po’ di luce al personaggio, ma è difficile capire quanti anni dovrebbero avere questi allievi: questa compagnia sembra pronta a entrare in mischia per il Galles senza problemi. Eppure ci sono pepite nel filone, soprattutto la goffa e terribilmente “posh” Miss Ronberry di Alice Orr-Ewing, e Jo McInnes ruba la scena come la sarcastica governante Mrs Watty: l’umorismo funziona davvero bene.
La compagnia di The Corn Is Green. Foto: Johan Persson
All’inizio della seconda parte, i minatori cantano a “Emlyn Williams” che ha “dimenticato di ricordare”, e il sipario si alza rivelando una scenografia completa, riccamente allestita, per il giorno dell’esame d’ammissione di Morgan. Sembra che la produzione abbia perso il coraggio delle proprie convinzioni, anche se l’intenzione è mostrare che la visione di Williams ormai è più salda. Quando il testo parla, diventa problematico, non da ultimo per l’amore di un uomo molto più anziano (John Gorony Jones) per la giovane scolara Bessie Watty, e per il fatto che la sua gravidanza di Morgan Evans venga risolta nel modo più macchinoso e poco convincente. È frustrante, perché quando alla pièce è concesso di arrivare davvero, c’è un enorme potenziale.
La compagnia di The Corn Is Green. Foto: Johan Persson
Il modo in cui risponderete allo spettacolo dipenderà da come reagite al concept. Tuttavia, dopo Under Milk Wood dell’anno scorso, è meraviglioso ascoltare voci gallesi e la lingua gallese sui palcoscenici del National. Forse la prossima volta potremmo avere un drammaturgo contemporaneo, qualcuno che scalfisca un po’ la mitologia e racconti una storia più realistica della nazione.
Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta
Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.
Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy