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NOTIZIE

RECENSIONE: A Separate Peace, The Remote Read, Zoom ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

markludmon

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Mark Ludmon recensisce A Separate Peace di Tom Stoppard, rappresentato dal vivo via Zoom e diretto da Sam Yates, con Jenna Coleman, Denise Gough, Ed Stoppard e David Morrissey.

David Morrissey e Jenna Coleman A Separate Peace

The Remote Read, Zoom

Cinque stelle

Nella breve commedia del 1964 di Tom Stoppard, A Separate Peace, un uomo cerca di proteggersi dal mondo esterno isolandosi in una clinica privata, pur essendo in perfetta salute. Fu scritta a meno di 20 anni dagli orrori della Seconda guerra mondiale, negli anni della Crisi dei missili di Cuba, quando il mondo sembrava sull’orlo dell’autodistruzione nucleare; e, rappresentata dal vivo via Zoom 56 anni dopo, si rivela una storia perfetta per chi vive in isolamento nel pieno di una pandemia globale. Con il flusso quotidiano di notizie sull’impatto del coronavirus, il desiderio di trovare un’oasi di pace e quiete lontano dal caos risuona in modo particolarmente toccante: “Non devi sapere nulla, non ti sfiora.”

Inevitabilmente, lo staff della casa di cura Beechwood trama per trovare un modo di sbarazzarsi di quest’uomo misterioso, che si fa chiamare John Brown, perché spendere tutti i propri soldi per poter “non fare nulla” mette in discussione ogni convenzione di una moderna società capitalista. Eppure, come fa notare il medico, c’è un argomento più forte: “Devi connetterti” – un impulso umano fondamentale, dimostrato dalle frustrazioni degli artisti e dalle risposte creative dopo la perdita dello spettacolo dal vivo a causa della chiusura dei teatri.

Denise Gough e David Morrissey

Con il supporto di un team tecnico e creativo al completo, il regista Sam Yates ha sfruttato le possibilità della piattaforma di videoconferenza Zoom per trasformare lo spettacolo in un’esperienza intima e immersiva. (Io l’ho visto su un grande schermo TV, a luci spente e con le tende tirate, usando le cuffie per coprire strilli e risate della serata settimanale di quiz in famiglia dei miei vicini, senza dubbio anche quella su Zoom.) Grazie al brillante fondale bianco, gli attori appaiono come busti ritagliati vestiti di nero, creando un’estetica coerente ed eliminando efficacemente le distrazioni che verrebbero dal curiosare nell’arredamento di casa. Come fossero fari di scena, si accendono e si spengono a ogni entrata e uscita: ciascuno separato, ma in relazione nei propri piccoli riquadri, evidenziati dal consueto bordo giallo mentre parlano. Primo di una serie in corso di Curtain Call battezzata The Remote Read, A Separate Peace era presentato come una lettura ma, a differenza di quanto accade in teatro, l’assetto su Zoom rende i copioni invisibili, avvicinandolo a una vera e propria produzione online “messa in scena”.

David Morrissey è eccellente nei panni di John Brown, con un fascino bonario e lo sguardo scintillante che mascherano uno spirito spezzato dalla vita. La sua principale controparte è l’infermiera Maggie di Jenna Coleman, combattuta in modo ambivalente – come Rosencrantz e Guildenstern di Shakespeare e Stoppard – tra l’essergli amica e fare la spia per le autorità. Proposto per una sola serata, lo spettacolo di 35 minuti vanta un cast complessivamente di altissimo livello, con altre interpretazioni di rilievo: Denise Gough nel ruolo del medico permanentemente sfinito dell’ospedale, Ed Stoppard come caposala e Maggie Service come un’altra infermiera.

A Separate Peace - David Morrisey, Jenna Coleman e Ed Stoppard

Dal punto di vista tecnico, la trasmissione è parsa praticamente impeccabile, grazie a un team numeroso che includeva il video designer Andrzej Goulding, il sound designer Sam Glossop, il lighting designer Nat Green e il tech designer Tim Kashani. La fugace apparizione di uno dei tecnici prima dei titoli di coda non ha fatto che migliorare ulteriormente il tutto, ricordandoci che si trattava di una performance dal vivo: il cast e la squadra tecnica ce la stavano portando in diretta dalle loro case, a noi seduti nelle nostre. È la dimostrazione di come gli artisti stiano iniziando ad allontanarsi dall’idea del webinar come semplice e debole alternativa al teatro dal vivo, trovando invece modi per piegare la tecnologia alla forma. Segna anche una tendenza crescente a non regalare più gratuitamente il lavoro creativo: i biglietti per la performance di ieri sera variavano da £7,50 a £20, con i proventi destinati ad aiutare tecnici di palcoscenico e creativi rimasti senza lavoro a causa del Covid-19, oltre all’ente benefico alimentare The Felix Project. Con i teatri che si prevede resteranno chiusi ancora per un po’, A Separate Peace inaugura quella che promette di essere una serie entusiasmante di produzioni online per la nostra epoca dell’isolamento.

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