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RECENSIONE: Tori Scott è In Salamoia, Crazy Coqs Londra ✭✭✭✭
Pubblicato su
2 dicembre 2019
Di
julianeaves
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Julian Eaves recensisce Tori Scott is Pickled al Crazy Coqs, Brasserie Zedel, Londra, nell’ambito della sua recente tournée nel Regno Unito.
Tori Scott. Foto: Darren Bell Tori Scott
Crazy Coqs, Londra
26 novembre 2019
L’intrattenitrice americana di cabaret pop, Tori Scott, ha concluso una frenetica tournée “A-list” in più città del Regno Unito con due spettacoli consecutivi tutto esaurito alla Brasserie Zedel, confermando la sua popolarità crescente da questa parte dell’Atlantico. Con un set scoppiettante e ad altissimo tasso di energia, ha dato davvero tutto in una sequenza di brani amatissimi, pescati tra i successi delle più recenti dive del pop, le hit del musical mainstream e di Hollywood. Il materiale promozionale la descrive come “la Bette Midler” del circuito di oggi, e c’è molto di vero in questa chiave di lettura: tra battute piccanti e un atteggiamento senza filtri, è una donna potente che non perde tempo ad abbattersi perché un uomo l’ha piantata… Macché! Inevitabilmente, quindi, vanta un grande seguito tra gli uomini gay (che allo Zedel erano in forze per sostenerla), oltre a un pubblico femminile attento, fatto di spiriti affini, e ad altri spettatori entusiasti: una platea allegra, decisamente pronta a divertirsi.
Il concerto rivelazione della scorsa stagione al Vaults Festival era forse più sfumato e vario rispetto a ciò che abbiamo visto questa volta, lasciando maggior spazio a un lato più morbido e vulnerabile. Come questo show abbia funzionato in altre sedi non posso dirlo, ma nella luminosa sala circolare piastrellata del Coqs il suono risuonava in modo fragoroso: è stato un gran sollievo — per le orecchie — quando siamo passati a un registro più leggero, con un particolarmente gradito “I’ve Never Been To Me”. Per quanto sappia “sparare” note come i migliori, il registro davvero impagabile di Scott è quello medio, intriso di miele e panna, semplicemente delizioso da ascoltare. Per il resto, è stato un viaggio sfrenato tra hit come “I Am The Greatest Star”, “Conga”, “Gotta Get A Gimmick”, “Workin’ 9 To 5” e tantissime, tantissime altre! È testimonianza della fenomenale tecnica vocale di Scott che, dopo aver ripetuto questa maratona giorno dopo giorno dopo giorno, e mentre era continuamente in movimento, a Londra la sua voce suonasse ancora fresca come appena dipinta. È davvero una forza con cui fare i conti, e il trio guidato dall’MD Ben Papworth ha tenuto il passo con grande operosità, dietro a quel ritmo furioso.
La varietà è arrivata anche grazie all’ospite della serata, Nick Butcher, talentuoso performer di musical theatre che ora si sta dedicando anche alla scrittura e ha diversi progetti in sviluppo. Tori ha duettato con lui in un brano finemente scritto, “I’m On My Way”, energico e drammatico, che fa ben sperare per gli spettacoli che verranno. Quanto a lei, è già sfrecciata di nuovo negli Stati Uniti, dove la sua carriera continua a suscitare aspettative. Ha un approccio splendido: con grande solidità inchioda un bel po’ di problemi contemporanei e ne spreme quanta più ironia possibile, insieme a una pungente critica sociale. Si potrebbe sostenere che, in questo set, il profilo musicale non abbia eguagliato fino in fondo la prontezza di spirito per durezza e capacità di sorprendere: è parso un evento più “mainstream” e “prudente”. Pazienza. Difficile che Scott resti ferma a lungo prima di tornare a fare qualcos’altro, ancora più grande e migliore. Tenete d’occhio la prossima tappa del suo splendido percorso!
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