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RECENSIONE: Scaredy Fat, Underbelly, Fringe di Edimburgo ✭✭✭✭
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Di
pauldavies
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Paul T Davies recensisce Scaredy Fat, ora in scena all’Underbelly nell’ambito dell’Edinburgh Fringe.
Scaredy Fat
Underbelly, Edinburgh Fringe
4 stelle
Ecco un’interessante prospettiva sull’esperienza e sulla narrazione LGBTQ. Lo scrittore e performer Colm McCready prende i cliché dei film horror, soprattutto quelli che ruotano attorno agli adolescenti, e quelli usati contro le persone “in sovrappeso”, mettendoli a confronto. Ne emergono spunti stimolanti che spingono il pubblico a interrogarsi su come vediamo le “vittime” e sulla cultura della colpevolizzazione.
McCready è un interprete coinvolgente e davvero simpatico, e la sua passione per l’horror offre una solida ossatura alla sua esplorazione. Lo spettacolo ha un gradevole sapore casalingo, con un tuffo nel passato ai tempi delle videocassette VHS; inoltre c’è un ottimo lavoro di interazione con la notevole animazione di Fergus Wachala Kelly, e la messa in scena maneggia con sicurezza quei film horror così familiari.
Lo spettacolo è un po’ troppo lungo, diventando in alcuni punti piuttosto ripetitivo, ma quando abbatte la grassofobia rivolta nei suoi confronti, ciò che resta è un lavoro che fa riflettere e mette in discussione i vostri pregiudizi radicati.
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