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RECENSIONE: Faustus - Quella Dannata Donna, Lyric Hammersmith ✭✭✭✭
Pubblicato su
29 gennaio 2020
Di
markludmon
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Mark Ludmon recensisce Faustus: That Damned Woman al Lyric Hammersmith, presentato da Headlong nell’ambito di una tournée nel Regno Unito
Faustus: That Damned Woman
Lyric Hammersmith, Londra, e in tournée
Quattro stelle
Il mito di Faust affascina gli scrittori da oltre 400 anni, ispirando due classici del teatro occidentale firmati da Christopher Marlowe e Goethe. Ma questa storia di un uomo che vende l’anima al diavolo in cambio di conoscenza e fama è sempre stata proprio questo: la storia di un uomo. Jocelyn Jee Esien ha interpretato il Dottor Faustus al Sam Wanamaker Playhouse un anno fa ma, nonostante alcuni cambiamenti, rimaneva il testo di Marlowe. Ora Chris Bush ha creato una rilettura al femminile del mito in Faustus: That Damned Woman, usandolo per esplorare come le donne si muovono nel potere all’interno di un sistema patriarcale.
Con uno stile ruvido e lirico, la scrittura riecheggia e fa da contrappunto all’opera originale di Marlowe, ma Bush porta la storia in direzioni nuove ed entusiasmanti. La protagonista è una giovane erborista brillante, Johanna Faustus, nella Londra del XVII secolo, che cerca un patto con il diavolo non solo per la conoscenza, ma perché lo percepisce come l’opzione “meno peggiore” a sua disposizione, da donna che desidera avere il controllo della propria vita. È molto diversa dall’immagine tradizionale del medico ambizioso. Mentre il tipico satanista maschio sproloquia stanchi versi latineggianti, lei ottiene più risultati gridando: «Vieni fuori, vieni fuori, ovunque tu sia». E mentre il Faustus di Marlowe finisce per sprecare i suoi poteri facendo scherzi a papi e imperatori, Johanna decide di sfidare il diavolo facendo del bene, determinata a cambiare il mondo affrontando malattia e morte.
Jodie McNee è magnifica nei panni di Johanna, decisa che «nessun uomo avrà dominio su di me» – nemmeno il diavolo. Riduce il braccio destro di Satana, Mefistofele, a poco più che un assistente, mentre intraprende un percorso fisico e personale per comprendere il potenziale delle donne. Danny Lee Wynter è piacevolmente lezioso come suo compagno diabolico, all’interno di un solido cast d’ensemble che interpreta più ruoli.
Diretto da Caroline Byrne, con la direzione del movimento di Shelley Maxwell, lo spettacolo è vivace e coinvolgente, punteggiato di umorismo accanto a un tono più cupo e minaccioso, amplificato dal sound design e dalle musiche, cariche di tensione, di Giles Thomas. La scenografia d’insieme di Ana Inés Jabares-Pita offre uno sfondo visivamente d’impatto – una tela per le luci in continuo mutamento di Richard Howell e il video design di Ian William Galloway – mentre Johanna intraprende i suoi viaggi magici. Il risultato è un racconto intrattenente e limpido, che non offre soluzioni nette ma trabocca di idee e interrogativi.
Faustus: That Damned Woman è in scena al Lyric Hammersmith fino al 22 febbraio 2020, poi in tournée in collaborazione con Headlong.
Foto: Manuel Harlan
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