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RECENSIONE: Bakla, Summerhall, Edinburgh Fringe ✭✭✭✭✭
Pubblicato su
12 agosto 2023
Di
pauldavies
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Paul T Davies recensisce Bakla, ora in scena a Summerhall nell’ambito dell’Edinburgh Fringe.
Bakla
Summerhall, Edinburgh Fringe
5 stelle
Bakla è un termine tagalog, lingua delle Filippine, usato in senso dispregiativo per indicare un uomo omosessuale. In Occidente abbiamo molti termini equivalenti. Ciò che Max Percy fa nel suo lavoro straordinario è mostrarci i legami profondi tra trecento anni di dominio coloniale spagnolo e gli atteggiamenti razzisti che persistono ancora oggi. Usa il proprio corpo per mettere a nudo come la sessualità venga costruita e imposta sul suo corpo dal colonialismo e dal patriarcato.
La sua fisicità è sbalorditiva: danza, acrobazie, provocazione. Ciò che colpisce è che conosce la sua storia e il suo contesto, all’interno dei cliché che gli vengono appiccicati addosso. Il tutto si intreccia anche con la perdita della verginità. Senza fare spoiler, vediamo come l’immagine del giovane “disponibile” gli venga letteralmente imposta. La prima metà, frammentata, si ricompone verso un climax folgorante.
Se tutto questo può sembrare un po’ pesante, non manca l’umorismo. Seduce e stuzzica il pubblico, sapendo esattamente cosa sta facendo, e invita a uno sguardo che si interroga. Il miglior pezzo di teatro fisico che abbia visto finora: merita un pubblico più numeroso e vi invito caldamente a non perdervi questo lavoro davvero speciale.
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