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RECENSIONE: Ghost Stories, Theatre Royal Nottingham (Tour nel Regno Unito) ✭✭✭✭✭
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garystringer
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Gary Stringer recensisce Ghost Stories al Theatre Royal Nottingham, dove è andato in scena come parte del tour nel Regno Unito.
Ghost Stories
Theatre Royal Nottingham e tour nel Regno Unito
Cinque stelle
Calendario del tour nel Regno Unito
Dopo aver terrorizzato il West End e un film campione d’incassi che ha fatto sobbalzare il pubblico sulle poltrone del cinema, Ghost Stories di Jeremy Dyson e Andy Nyman sta spaventando gli spettatori in tutto il Paese con il suo primissimo tour. Io l’ho visto quando è venuto ad infestare il Theatre Royal Nottingham.
La città di Nottingham non è nuova a visite spettrali. Il pub Ye Olde Trip to Jerusalem, considerato — si dice — la locanda più antica d’Inghilterra, sarebbe infestato nientemeno che dalla regina Isabella, la “Lupa di Francia”, mentre si racconta che lo stesso teatro sia la dimora eterna di una povera giovane donna umiliata, tradita e abbandonata da un attore di passaggio dal comportamento tutt’altro che gentile. Gli spettri di Ghost Stories qui si sentono decisamente a casa.
Che cosa dire senza rovinare la sorpresa? In effetti al pubblico viene caldamente consigliato (minacciato?) di non svelare i molti colpi di scena di questa produzione intelligente; e anche se avete già visto lo spettacolo o il film, questa nuova versione 2020 è stata ritoccata con discrezione, così non saprete mai davvero cosa aspettarvi. Durante quest’ora e mezza di tensione pura, vedere non significa affatto credere.
Con la regia di Dyson e Nyman insieme a Sean Holmes, i due autori — appassionati e dichiarati cultori dell’horror — gridano il loro amore per il genere, e lo si avverte chiaramente in questo lavoro accuratissimo, un vero progetto del cuore. Una storia a incastri, nello stile delle amate antologie Hammer e Amicus, che dà una svolta nuova e inventiva a tropi horror ben noti: la casa infestata, l’auto in panne nel nulla, il presentimento inquietante. Per fortuna, a bilanciare gli spaventi, c’è una buona dose di umorismo tanto necessario — spesso nerissimo — che spezza la tensione e vi concede il tempo di riprendervi prima del successivo assalto ai sensi.
Lo scenografo Jon Bausor e il sound designer Nick Manning firmano un lavoro esemplare: la scena, in continuo mutamento, evoca una varietà di ambienti e un’autentica sensazione di terrore. Rumori che non riuscite a collocare, qualcosa di sinistro appena intravisto con la coda dell’occhio. Serve la massima attenzione in ogni momento, mentre la storia si sviluppa, i collegamenti si ricompongono e si rivela un quadro più ampio.
A guidarci attraverso i tre racconti è lo scettico parapsicologo Professor Goodman, interpretato con disinvolto charme da Joshua Higgott. Ma, come per tutto ciò a cui assistiamo, il suo cinismo e i suoi dubbi nascondono una verità più profonda e ancora più terrificante. Nulla, in queste storie, è davvero come sembra. Le fondamenta della fede vengono erose poco a poco.
Un’esperienza davvero elettrizzante, Ghost Stories ci porta in viaggio, mettendo davanti ai nostri occhi uno specchio delle paure primordiali e offrendoci l’occasione di affrontarle a viso aperto, interrogando — e ridendo di — credenze e superstizioni. Aspettatevi l’inaspettato, ma una cosa è certa: sarete spaventosamente divertiti.
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