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NOTIZIE

RECENSIONE: Doctor Who Time Fracture, UNIT HQ, Londra ✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce Doctor Who - Time Fracture, la più recente esperienza di teatro immersivo approdata a Londra.

Doctor Who Time Fracture.

Quartier generale UNIT, Londra.

16 giugno 2021

3 stelle

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Faccio fatica a immaginare qualcuno andare a vedere questo spettacolo senza essere fan di Doctor Who — o, a dire il vero, qualcuno che stia leggendo questa recensione! Io adoro la serie e, pur non essendo proprio un Whovian “doc”, mi definirei un Whoover. Immersive Everywhere meritano i complimenti, insieme a tutta la compagnia, per aver creato un’esperienza davvero immersiva nel Whoniverse, brillantemente progettata da Rebecca Brower: ti catapulta in mondi alternativi a partire dal quartier generale dell’UNIT, dove negli anni ’40 fu scoperta un’anomalia, una Frattura Temporale, e ora sta cedendo, minacciando il tempo stesso. Il problema della drammaturgia di Daniel Dingsdale è che, come nelle serie più recenti, è uno “special” di due ore dentro cui una storia strepitosa da 45 minuti lotta per farsi sentire.

Il principale problema, per me, riguarda acustica e sonoro: è uno spettacolo MOLTO rumoroso, con vari personaggi che urlano contemporaneamente a diverse sezioni del pubblico. Passa una buona mezz’ora prima che gli spettatori attraversino davvero la Frattura Temporale e le guide ci conducano tra i vari mondi. È un volume fastidioso e, essendo alto 2 metri e 01 e almeno una spanna più alto di molti del cast, non rischio certo di fare spoiler: semplicemente non riuscivo a sentire nulla. Sono quasi sicuro che ci abbiano detto di cercare un “termometro nazista”, ma non può essere giusto, vero? Io comunque non l’ho ancora trovato. In un altro momento, la guida voleva che strisciassi attraverso un camino. Mi spiace cara, non sono un Hobbit. Lo spettacolo è un assalto ai sensi e avrebbe bisogno di un po’ più di calma.

Detto questo, i punti di forza sono tanti, a cominciare dallo splendido cast di “companion” e guide, frizzante di energia e totalmente coinvolto nella storia che racconta. È stato emozionante trovarsi faccia a faccia con Davros (eccellente Angus Brown) e gli Angeli Piangenti sono davvero terrificanti. (No, non stavo urlando io: eri tu!) Ci sono Dalek e Cybermen, ma sono apparizioni fugaci e lo spettacolo ne avrebbe bisogno di molti di più. Quando finalmente arriviamo su Gallifrey (dopo un intervallo molto lungo nel bar intergalattico), i Signori del Tempo, naturalmente, devono tenere un lunghissimo e acceso dibattito, in una sala senza aria condizionata, invece di premere un pulsante e chiudere lo spettacolo. A tratti lo show ha il passo solenne ma un po’ faticoso del Primo Dottore, quando invece servirebbe l’energia esuberante dell’Undicesimo.

Ciò detto, per i fan c’è davvero tantissimo da gustare: Easter egg da scovare (mi ha fatto piacere notare fish fingers and custard), tutte le rigenerazioni del Dottore fanno capolino e le famiglie si divertiranno, anche se gli Angeli Piangenti potrebbero essere troppo per i più piccoli. Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, è un piacere dimenticare per un attimo questo universo e immergersi in altri: un trionfo di tempo e spazio.

Tutte le foto di Mark Senior

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