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NOTIZIE

Il Meglio del 2023 - Paul T Davies

Pubblicato su

30 dicembre 2023

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce i suoi spettacoli teatrali preferiti del 2023

Il 2023 è sembrato l’anno in cui il teatro ha finalmente consolidato il suo ritorno dopo la pandemia. Certo, nel West End non sono mancati spettacoli di prosa e musical che sembravano speciali, con attori di prim’ordine capaci di offrire un vero “teatro-evento”. (E prezzi dei biglietti da capogiro in linea, tema molto discusso da entrambe le parti del palcoscenico). Mi sono davvero divertito nel mio anno da recensore e ho prenotato per vedere del teatro incredibile! Quindi, ecco la mia Top Ten.

Il cast di Operation Mincemeat. Foto: Matt Crockett OPERATION MINCEMEAT

Materia da leggenda. Nato nel fringe, approdato finalmente nel West End, ed è glorioso! Un cast di cinque interpreti straordinariamente talentuosi, tutti in multi-ruolo, che con abilità e naturalezza raccontano questa storia unica di spionaggio in tempo di guerra. Mi ha fatto piangere dal ridere, e poi piangere per la splendida intensità emotiva e la sensibilità della scrittura. Ci sono già tornato, e anche voi vorrete vederlo più di una volta!

RECENSIONE: Operation Mincemeat, Fortune Theatre ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

Rachel Wooding (Rose) e Robert Lonsdale (Harry). Foto: Johan Persson STANDING AT THE SKY’S EDGE È raro per me avere due musical in cima alla lista, ma è stato un anno splendido per il National, il mio TEATRO DELL’ANNO, e, in arrivo da Sheffield, questo musical è un trionfo della storia della classe operaia britannica, raccontata attraverso la musica di Richard Hawley. Un appartamento nel Park Hill Estate di Sheffield, tre linee temporali — 1960, 1989 e 2015 — e una grande storia di speranza, disperazione e sopravvivenza vista attraverso gli abitanti di quell’appartamento. È epico e non vedo l’ora che torni nel West End! RECENSIONE: Standing At The Sky's Edge, National Theatre ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

Callum Scott Howells e Rosie Sheehy. Foto: Marc Brenner ROMEO AND JULIE

Un’altra co-produzione del National Theatre, questa volta con lo Sherman Theatre di Cardiff, e Gary Owen rielabora la storia di Shakespeare “dall’altra parte della divisione” in un racconto su un padre single che incontra una ragazza mentre lei sta lasciando la loro zona. Interpretazioni esemplari: una storia universale che porta la pièce fuori da Splott, pur radicandola con intelligenza proprio in quell’area di Cardiff. Un altro trionfo di racconto working class.

RECENSIONE: Romeo and Julie, National Theatre ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

Il cast di The Crucible. Foto: Brinkhooff Moegenburg THE CRUCIBLE

Nessuna scusa per un’altra produzione del National Theatre: la mia ripresa dell’anno. La maestosa regia di Lynsey Turner risuonava di urgenza, e i sussurri di stregoneria riflettevano le calunnie del nostro attuale mondo dei social media, senza reinventare il testo. E poi pioveva!

RECENSIONE: The Crucible, Gielgud Theatre London ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

Foto: Tommy Ga-Ken Wan THE GRAND OLD OPERA HOUSE HOTEL

L’Edinburgh Festival Fringe è stata la solita esperienza travolgente, meravigliosa e stancante, ma ne vale la pena per chicche come questa! Opera sul palcoscenico del Traverse Theatre, un’esperienza rara, ma capace di farmi volare il cuore dalla gioia!

RECENSIONE: The Grand Old Opera House Hotel, Traverse Theatre, Edinburgh Fringe ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

 

Foto: Marc Brenner THE FATHER AND THE ASSASSIN.

Di nuovo al National per il miglior dramma storico che abbia visto quest’anno. La storia dell’assassino di Gandhi, Nathuram Godse: lo spettacolo mi ha insegnato molto e aveva un’interpretazione protagonista eccellente di Hiran Abeysekera. Ha anche dimostrato che i registi hanno finalmente sconfitto la “maledizione” dei nuovi testi sull’immenso palcoscenico dell’Olivier: scorreva in modo bellissimo.

RECENSIONE: The Father and the Assassin, National Theatre ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

REY CAMOY (COLCHESTER FRINGE FESTIVAL)

Non credo di aver mai messo un pezzo di danza così in alto, ma noi a Colchester siamo davvero fortunati ad avere un Fringe festival in crescita che ha ospitato compagnie dal Giappone. Questo lavoro sul pittore Rey Camoy, sconosciuto fuori dal Giappone, era bellissimo e magnetico, e resta impresso nella memoria.

RECENSIONE: Rey Camoy, Colchester Fringe Festival ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

MY DAD WEARS A DRESS (EDINBURGH FESTIVAL FRINGE)

Esattamente ciò di cui dovrebbe parlare il Fringe: il delizioso lavoro di Maria Telnikoff sul crescere con un padre cross-dresser è stato una gioia. Comica naturale, ha tenuto il palco con il suo racconto, e mi è rimasto addosso a lungo dopo la fine del festival.

RECENSIONE: My Dad Wears A Dress, Underbelly Cowgate, Edinburgh Fringe ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

ARE YOU LOVIN’ IT? (COLCHESTER FRINGE FESTIVAL)

Strano, fuori di testa e meraviglioso: questa satira pungente sulla globalizzazione delle catene alimentari è stata uno spasso, con una superba interazione con il pubblico!

RECENSIONE: Are You Lovin' It?, Colchester Fringe Festival ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

Laura Medforth (Mum), Bertie Caplan (Luke), Richard David Caine (Dad) e la compagnia. Foto: Marc Brenner THE WITCHES

Un ingresso tardivo, ma ho apprezzato moltissimo il nuovo musical del National e, con qualche ritocco, potrebbe davvero essere il rivale di Matilda che aspettavamo!

RECENSIONE: The Witches, National Theatre ✭✭✭✭✭ (britishtheatre.com)

 

Questi sono gli spettacoli che ho avuto la fortuna di recensire e, in più, ho trovato straordinarie anche le produzioni di Brokeback Mountain @sohoplace, A Streetcar Named Desire (Paul Mescal e Patsy Ferron: le interpretazioni dell’anno), A Little Life (anche se è stata una prova di resistenza), The Motive and the Cue, ora in scena nel West End, e il Dancing at Lunghasa del National.

Il 2024 ha in programma moltissime produzioni da far venire l’acquolina in bocca! Speriamo che mantengano le promesse, e tanti auguri per un nuovo anno sereno, in salute e pieno di meraviglie!

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