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RECENSIONE: Wireless Operator, Pleasance Courtyard, Fringe di Edimburgo ✭✭✭✭
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markludmon
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Mark Ludmon recensisce il nuovo spettacolo Wireless Operator con Thomas Dennis al Pleasance Courtyard all’Edinburgh Fringe
Wireless Operator Pleasance Courtyard, Edinburgh Fringe
Quattro stelle
Il terrore e il dramma di una missione di bombardamento durante la Seconda guerra mondiale prendono vita nel nuovo testo di Bob Baldwin e Max Kinnings, Wireless Operator. Il ruggito dei motori, il sibilo del vento mentre l’aereo si impenna e precipita, e le esplosioni di bombe e colpi di mitragliatrice ci trascinano nell’orrore di una missione che sembra destinata a finire in tragedia. Con l’attenzione puntata sul marconista, appollaiato alla sua postazione su un bombardiere Lancaster, lo spettacolo fa emergere l’intero equipaggio mentre si prepara alla 35ª sortita: molte più missioni di quante la maggior parte degli aviatori riuscisse a sopravvivere.
Ma non è soltanto un avvincente thriller bellico. Indaga anche su come questi uomini siano stati strappati alle loro vite ordinarie e trasformati in assassini: un peso che per molti è rimasto addosso per il resto dei loro giorni. Il marconista è un giovane falegname di nome John, dell’East End londinese, promesso sposo e con un bambino in arrivo. Mentre l’aereo punta verso la Germania dalla base nel Lincolnshire, John ripensa alla vita spensierata di casa, all’infanzia, agli amici, ora tormentato dall’idea di essere coinvolto nella morte di persone non diverse da lui e dalla sua famiglia. In una solida prova in solitaria, Thomas Dennis lo interpreta con un calore coinvolgente, in lotta con paura e stanchezza mentre cerca di trasmettere forza e resilienza ai compagni.
Il testo si basa sui racconti del padre di Baldwin, Joe, che prestò servizio nel Bomber Command come marconista, volando la sua prima missione quando aveva appena 21 anni. L’obiettivo è mostrare il tipo di esperienza che può stare dietro al disturbo da stress post-traumatico (PTSD), oggi riconosciuto come un problema che colpisce molti militari. Durante la Seconda guerra mondiale, invece, tutto questo veniva ignorato e frainteso: gli uomini venivano liquidati come privi di “moral fibre” (coraggio morale), costretti a mascherare le proprie paure dietro battute e cameratismo. In netto contrasto con generali e politici al sicuro nelle loro sale operative, l’equipaggio di Wireless Operator comprende l’incubo che ciascuno sta attraversando, sostenendosi a vicenda fin dove la loro mascolinità glielo consente.
Lo spettacolo coglie i legami profondi di amicizia tra gli aviatori – voci preregistrate che si sentono come nelle cuffie di John – rivelando sogni e paure di ciascuno. Il tutto si inserisce in un paesaggio sonoro immersivo ed esplosivo, creato dal sound designer e compositore Phil Maguire, con luci e proiezioni firmate da Simeon Miller e scenografia e video di Kit Line. Sotto la regia di Baldwin, il punto di forza dello spettacolo è la sua potenza viscerale ed emotiva: offre uno spaccato delle sfide da brividi che gli aviatori affrontavano di continuo, con la vita e la morte appese a un filo.
In scena fino al 26 agosto 2019
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