Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Good, Harold Pinter Theatre ✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

Share

Paul T Davies recensisce Good di C P Taylor, con David Tennant, ora in scena all’Harold Pinter Theatre di Londra.

David Tennant e Sharon Small in Good. Foto: Johan Persson Good.

Harold Pinter Theatre, Londra.

13 ottobre 2022

3 stelle

Prenota i biglietti

«Il male è ciò che accade quando le brave persone restano in silenzio». Forse sto parafrasando, ma è la premessa dell’intellettuale testo di C.P. Taylor, che indaga l’ascesa dei nazisti attraverso lo sguardo di un “bravo” cittadino, il professor Halder. Ragiona, ascolta, si lascia presentare i punti di vista sia dal suo migliore amico ebreo sia dagli ufficiali nazisti che gli chiedono di mettere in atto delle procedure. Compie atti di puro male e noi lo osserviamo mentre viene travolto dall’avanzata dell’ideologia nazista e finisce per eseguire i loro ordini. È agghiacciante, attuale, e la scena spoglia, insieme alla regia svelta ed efficace di Dominic Cooke, mantiene l’attenzione sul dibattito dall’inizio alla fine.

David Tennant in Good. Foto: Johan Persson

In sostanza un testo per tre interpreti, la recitazione è squisita. Nei panni di Halder, David Tennant è straordinario nel cesellare emozioni con precisione: con un matrimonio che si sgretola, un’amante con cui immaginare una nuova vita e una madre che soffre di demenza e cecità, è lui l’occhio del ciclone. Ciò in cui Tennant eccelle in particolare è nel costruire il personaggio a strati, credendo davvero nelle sue azioni, convinto che nel fare il bene sarà umano nel trattare l’umano — quella sola lettera che fa tutta la differenza. Sharon Small è eccezionale nel dare vita a tutti i principali ruoli femminili, passando con efficacia, in un attimo, da moglie a madre confusa. Lo spettacolo si muove nel paesaggio interiore della mente e dei ricordi di Halder, e il suo disorientamento dentro un ambiente che cambia continuamente distilla con precisione il tema dei paesaggi che mutano a velocità vertiginosa. Elliot Levy completa il trio con un’ottima prova come Maurice, il migliore amico ebreo di Halder: emotivo, spaventato, con un turpiloquio magnificamente calibrato mentre perde la presa sulla situazione e sulla propria vita; ed è anche autorevole e imperturbabile nei panni degli ufficiali nazisti, freddi ed efficienti. Sono ipnotici. Ogni volta che sentiamo la parola “good”, il senno di poi, la conoscenza e la Storia ci spingono a rimettere costantemente in discussione il termine e il ragionamento che sta dietro le “buone” motivazioni del personaggio.

Elliot Levey in Good. Foto: Johan Persson

La scenografia essenziale e i costumi ridotti all’osso di Vicki Mortimer proiettano gli attori verso il proscenio e funzionano come una cornice. A noi recensori è stato chiesto di non rivelare gli ultimi quindici minuti dello spettacolo, richiesta che rispetto volentieri. Tuttavia, proprio questo — insieme alla scenografia — rendeva piuttosto evidente dove sarebbe andata a parare la pièce, e infatti ci è arrivata DAVVERO. Pur essendo un colpo di scena efficace, questo riduce gran parte del valore drammatico e, a tratti, il dibattito si prolunga un po’ troppo. È bello vedere un testo di questo livello emergere al di sopra di molta della leggerezza un po’ spumosa che caratterizza l’attuale West End, ma esistono drammi sull’Olocausto ancora più riusciti, in particolare il recente Leopoldstadt di Tom Stoppard. Andate a vedere Good per la recitazione straordinaria e, quanto al fatto che lo spettacolo sia all’altezza del titolo, direi: «a tratti».

Leggi anche: Prime immagini di David Tennant in Good all’Harold Pinter Theatre

 

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI