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INTERVISTA: Ed MacArthur e Jeremy Legat parlano di Murder For Two

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editoriale

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Gli attori Ed MacArthur e Jeremy Legat parlano di Murder For Two, il musical giallo in due

Ed MacArthur e Jeremy Legat in Murder For Two. Foto: Scott Rylander Un esilarante musical ad alta energia in stile whodunit, Murder For Two è un giallo scatenato con un colpo di scena: due attori interpretano tredici personaggi… e suonano anche il pianoforte. Un affettuoso omaggio alla tradizione dei gialli teatrali, Murder For Two mescola in modo irresistibile musica, caos e omicidio. Dopo la prima europea tutta esaurita al Watermill Theatre e al The Other Palace nel 2017, Murder For Two torna al The Other Palace per una breve tenitura di 5 settimane questo dicembre. Abbiamo parlato con gli attori Ed MacArthur e Jeremy Legat – che riprendono i ruoli di ‘Officer Marcus Moscowicz’ e ‘The Suspects’ – delle sfide di portare in scena un musical giallo per due interpreti. Murder For Two non è un musical tipico. Potete raccontarci in breve la premessa?

ED: “È una parodia del giallo in cui io interpreto il detective e Jeremy interpreta tutti i sospettati, mentre cantiamo e picchiamo sui tasti del pianoforte finché non troviamo l’assassino.”

JEREMY: “Non ci sono molti musical che si reggono esclusivamente su due attori, chiamati a interpretare tutti i personaggi e a suonare anche la musica. Murder For Two riprende un whodunnit piuttosto classico, mettendo insieme una sfilza di sospettati eccentrici e svitati, interpretati tutti da me, con un giovane detective sincero e determinato a dimostrare quanto vale e a guadagnarsi i galloni. Ed è lì che iniziano le gag…”

Jeremy Legat e Ed MacArthur in Murder For Two. Foto: Scott Rylander Lo spettacolo è stato un enorme successo Off-Broadway. Secondo voi cosa lo rende così amato dal pubblico?

ED: “A tutti piacciono i gialli! E in più Joe Kinosian e Kellen Blair hanno scritto uno spettacolo pieno di canzoni fantastiche e di gag stupidissime, senza sosta”.

JEREMY: “Non fa prigionieri. Murder For Two è meravigliosamente fuori di testa fin dal primo istante, eppure è anche intelligente: le canzoni sono splendide e, come dice il titolo, c’è pure un omicidio da risolvere! I personaggi sono così ben costruiti che il pubblico non può fare a meno di restarne coinvolto e incuriosito, e si sbellica anche dalle risate. Alla gente piace ridere, e Murder For Two gliene dà a volontà”. Jeremy, interpreti dodici personaggi in 90 minuti. Dev’essere una delle sfide attoriali più grandi che tu abbia affrontato in carriera?

JEREMY: “Interpretare dodici personaggi è, senza ombra di dubbio, la sfida attoriale più grande della mia carriera finora. Esco di scena come se avessi fatto dieci riprese su un ring. A volte alcuni di questi personaggi finiscono per parlare con se stessi. C’è una canzone in cui interpreto entrambe le metà di una coppia sposata che litiga, mentre li accompagno al pianoforte! E tutto questo cambiando cappelli, occhiali e accenti. Dopo questo tour avrò bisogno di una bella, lunga seduta”.

Jeremy Legat e Ed MacArthur in Murder For Two. Foto: Scott Rylander Come avete lavorato per creare ogni personaggio e fare in modo che fossero tutti ben distinti tra loro? JEREMY: “Luke (il regista) e io siamo partiti da una moodboard fotografica per ciascun personaggio, per catturarne look, essenza e fisicità. Non credo mi fosse mai capitato di dover ‘canalizzare’ Miss Piggy, Bryan Cranston, Audrey Hepburn e Alf di Home and Away nella stessa identica serata. Poi abbiamo creato accessori e costumi distintivi, e anche gesti o posture, e da lì siamo andati avanti. Come vedrete, ci sono momenti nello spettacolo in cui devo cambiare personaggio in un attimo, quindi serve subito un gesto chiaro e netto per far capire al pubblico chi sono. Luke era inflessibile nel dirmi quando stavo risultando troppo generico e quando invece ero davvero specifico. È stato tutto molto utile”. Hai un personaggio preferito da interpretare?

JEREMY: “Oh cielo, è quel momento in cui gli attori ti dicono che gli stai chiedendo di scegliere il figlio preferito, vero? Passiamo molto tempo con Dahlia, la vedova della vittima, nel corso dello spettacolo, quindi è naturale che mi ci sia affezionato e probabilmente succederà di nuovo. Ma poi ci sono i tre ragazzini sboccati, sfacciati e maleducati, e la loro canzone ottiene ogni sera una reazione fantastica. E poi c’è la strana ed elusiva ballerina di danza classica. Tutti questi personaggi non mi somigliano per niente, quindi è una goduria interpretarli uno per uno”.

Ed, oltre a interpretare l’Officer Moscowicz, ti occupi anche dell’accompagnamento musicale, suonando il pianoforte dal vivo in scena. È difficile usare contemporaneamente queste diverse “parti” del cervello?

ED: “È difficilissimo: siamo felicissimi di riportare lo spettacolo in scena, ma siamo anche assolutamente terrorizzati! Il canto e il pianoforte viaggiano a velocità folle, quindi dobbiamo rimettere in moto il cervello. Io faccio già fatica a interpretare un solo personaggio: non so come faccia il cervello di Jeremy a reggere tutti quei ruoli, e per di più suonare. Mi chiedo se prenda integratori di olio di fegato di merluzzo. Glielo chiederò. Se mi dice di no, gli chiederò che cos’è quell’odore sul palco”.

Com’è recitare un intero musical con un solo altro attore? Dovete avere una grande intesa, in scena e fuori?

ED: “Serve una fiducia enorme! Mi sento incredibilmente fortunato a lavorare con un attore impossibilmente talentuoso, divertente e generoso come Jeremy. Ho il posto migliore in sala per guardare la sua prova, ed è spassoso sia in scena che fuori. E sì, sono contrattualmente obbligato a dire tutto quanto sopra, come previsto dal suo rider”.

JEREMY: “Fare uno spettacolo per due è un’esperienza che crea un legame fortissimo, perché una volta là fuori possiamo contare solo sui nostri due cervelli. E la fila per il bollitore durante la pausa tè è corta, visto che siamo solo in due: anche quello è un vantaggio. Lo adoro e amo lavorare con lui. Mi fa morire dal ridere ed è molto talentuoso.

Ed MacArthur e Jeremy Legat in Murder For Two. Foto: Scott Rylander Senza fare spoiler, avete un momento preferito dello spettacolo? ED: “Una volta eravamo terrorizzati all’idea di sbagliare: adesso sono i miei momenti preferiti, e sono sia inevitabili sia diversi ogni sera. È uno spettacolo così frenetico che è impossibile mantenere una performance perfetta: c’è sempre una svista in cui suoniamo la nota sbagliata, diciamo la battuta sbagliata o persino diventiamo il personaggio sbagliato, e sono proprio quei momenti che amo di più”. JEREMY: “Come dice Ed, sono i pezzi che non possiamo pianificare: quando qualcosa va storto, che sia una battuta ‘morta’ o una nota sbagliata al piano, o quando dimentico quale personaggio sono – è successo – e poi vedere come reagisce il pubblico. Ti do la mia parola d’onore: non cerchiamo di ‘costruire’ una gaffe o un blooper, non sarebbe divertente se lo facessimo. Ma quando capitano, sono una gioia da gestire”. Murder For Two è molto diverso dalla maggior parte dei nuovi musical in circolazione. Perché la gente dovrebbe venire a vederlo?

ED: “Perché conduciamo tutti vite piuttosto dure! E questo spettacolo è un veicolo per metterci in mostra alla grande, nel tentativo di intrattenere il pubblico. Venite a teatro, prendetevi da bere e dimenticate il mondo per 80 minuti con una commedia musicale deliziosamente sciocca”.

JEREMY: “Se guardiamo intorno a noi in questo momento, non sembra proprio esserci molto che ci faccia ridere. Ecco perché Murder For Two è l’antidoto perfetto. Non importa se sei uomo o donna, giovane o anziano, di destra o di sinistra, uno scoiattolo o una sula dai piedi azzurri… Murder For Two ti colpirà dritto sull’osso del divertimento e ti farà ridere a crepapelle per due ore filate. Promesso”. Murder For Two è al The Other Palace dal 12 dicembre al 13 gennaio.

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