NOTIZIE
RECENSIONE: Broken Wings, Theatre Royal Haymarket ✭✭
Pubblicato su
Di
matthewlunn
Share
Matthew Lunn recensisce Broken Wings, un nuovo musical di Nadim Naaman e Dana Al Fardan al Theatre Royal Haymarket.
Il cast di Broken Wings. Foto: Marc Brenner Broken Wings Theatre Royal Haymarket
2 agosto 2018
2 stelle
Devo confessare di non conoscere l’opera di Gibran Khalil Gibran, il poeta e filosofo libanese-americano che ha ispirato questo musical. Dopo aver visto Broken Wings, il racconto del suo primo amore e di come finì per perderlo, mi sono sentito spinto a esplorare i suoi scritti e a conoscerlo un po’ meglio. Il musical offre scorci della sua vita, dei suoi amori e del suo carattere, e si vivono momenti di indubbio piacere nelle immagini fittamente intrecciate della Beirut di inizio Novecento. La musica è splendida, l’opera è sincera e ammirevole nei suoi temi – in tempi così scoraggianti, qualunque lavoro che si scagli contro la mercificazione delle donne merita applausi. Eppure la sua rappresentazione, così seria, dell’amore risulta piuttosto insoddisfacente, la bontà e la malvagità dei personaggi troppo semplicistiche, e l’esperienza complessiva parla di potenzialità sprecate, forse non nel modo in cui era nelle intenzioni.
Rob Houchen e Nadim Naaman in Broken Wings. Foto: Marc Brenner
Il musical si apre con un Gibran di mezza età (Nadim Naaman) che parla dal suo studio nella New York degli anni Venti, conducendo una vita apparentemente agiata ma tormentata da un dolore senza fine. Spiega che, da giovane (interpretato da Rob Houchen), si trasferì dall’America di nuovo a Beirut, rimasta immutata rispetto alla sua infanzia, e si innamorò di una ragazza di nome Selma Karamy (Nikita Johal). Tra i due nasce in fretta un amore straordinario, ma il destino ha in serbo qualcosa di crudele. Il padre di Selma (Adam Linstead), un uomo dal cuore buono e molto rispettato, è infatti schiacciato dalle pressioni sociali dei ceti più alti di Beirut: così, quando il perfido vescovo Bulos Galib (Irvine Iqbal) chiede la sua mano per conto del suo egoista nipote Mansour (Sami Lamine), è costretto ad acconsentire. Gli amanti si separano e Selma sposa Mansour. Ma quando il padre si ammala, il giovane Gibran viene riportato nella vita di lei, con conseguenze devastanti.
Mi hanno colpito le note di programma del direttore d’orchestra, Joe Davison, che descrivono l’organico di classica contemporanea come “un’immagine del Libano di Gibran come se fosse un ricordo, uno schizzo della sua terra natale”. Questo, suggerisce, è ulteriormente impreziosito dal fatto che l’orchestra sia “posizionata sul palco, come se esplodesse dallo studio newyorkese di Gibran”. La scelta di collocare la New York degli anni Venti sul fondo della scena, con le scene in Libano che si svolgono in primo piano, è ben calibrata; e alla musica non si può rimproverare nulla quanto a passione e alla nostalgia dolente che riesce a evocare.
Il cast di Broken Wings. Foto: Marc Brenner
Testi e copione, però, contengono troppi modi di dire mal gestiti: osservazioni bellissime (come l’amore paragonato ai rami di un cedro) sono appesantite da un’esposizione eccessiva. Ho avuto continuamente la sensazione che mi venisse detto, invece che mostrato, cosa provare. Houchen e Johal sono stati entrambi molto solidi nei ruoli principali, e ottimi cantanti, eppure non sono riusciti a farmi capire perché Selma e Gibran fossero così inesorabilmente attratti l’uno dall’altra – è la potente interpretazione di Naaman come Gibran più anziano a fare gran parte del lavoro. Nella seconda metà dello spettacolo ascoltiamo gli accorati discorsi di Selma sulla sottomissione delle donne, che di per sé sono intensi, ma nel contesto della storia restano incompleti senza un vero dialogo. È emblematico di ciò che rende così frustrante la loro relazione: non si parlano, proclamano; sono dimostrativi senza però dimostrare alcuna leggerezza, umorismo o affinità intellettuale che ci faccia capire cosa significhino davvero l’uno per l’altra. Pur giocando con l’idea del “colpo di fulmine”, il musical non fa abbastanza per mostrarmi che la loro passione sia qualcosa di più della brama giovanile di due anime gentili, ma non affini.
Nikita Johal, Adam Linstead e Rob Houchen in Broken Wings
Anche la raffigurazione del vescovo e di Mansour, i cattivi della storia, pone ulteriori problemi. Insieme all’interpretazione di Nadeem Crowe nel ruolo di Karim, compagno di scuola di Gibran, sono state le prove più godibili, anche perché più sfumate di quanto il testo conceda loro. Ci viene ripetuto di continuo che il vescovo è il male incarnato e che tiene tutti sotto controllo. Eppure a tratti è stranamente comprensibile: rimprovera il nipote per la sua trascuratezza emotiva nei confronti di Selma e appare chiaramente poco impressionato dall’idea che le difficoltà di lei nel concepire siano segno di inferiorità. Mansour, a sua volta, è superficiale ed egocentrico senza essere crudele: un bambino viziato e ingenuo. Entrambi sono indubbiamente sgradevoli, ma lo spettacolo si allontana troppo dalla conclusione più naturale: sono prodotti della loro società. Avrei voluto che Beirut emergesse come l’antieroe della vicenda, al tempo stesso terreno fertile per ulivi e appuntamenti segreti, eppure annerita dal cuore oscuro dell’immutabilità. Quest’idea resta ai margini, e il musical sarebbe stato molto più forte se i suoi autori l’avessero sviluppata fino in fondo. Invece, le occasionali rappresentazioni della crudeltà sfacciata della società rimangono irrisolte e sembrano esistere solo per intensificare la tragedia della storia d’amore tra Gibran e Selma.
Nikita Johal nel ruolo di Selma in Broken Wings. Foto: Marc Brenner Broken Wings è un progetto nato per amore, e la sua musica è una delizia. Eppure la storia d’amore centrale, ambientata sullo sfondo della Beirut di inizio Novecento, non convince ed è molto meno avvincente dei rari scorci dedicati alla città stessa.
Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta
Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.
Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy