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RECENSIONE: Le Ceneri di Angela, Fairfield Halls Croydon ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce Angela's Ashes, un nuovo musical di Adam Howells basato sul memoir di Frank McCourt, ora in scena al Fairfield Halls di Croydon.

Jacinta Whyte ed Eoin Cannon in Angela's Ashes. Foto: Pat Redmond Angela’s Ashes The Musical.

Croydon Fairfield Halls.

26 settembre 2019

5 stelle

Prenota i biglietti

Tratto dal memoir del 1996 di Frank McCourt sulla sua infanzia segnata dalla povertà nell’Irlanda degli anni Trenta, la versione musical ha impiegato un po’ di tempo prima di debuttare professionalmente nel Regno Unito. In Irlanda lo spettacolo ha, com’è prevedibile, fatto furore, ed è facile capire perché. McCourt era un magnifico osservatore della propria infanzia e il libro rientra tra i primi di un nuovo filone poi etichettato come “misery memoirs”. È vero: vedere come la famiglia sopravvive a una miseria simile, abbandonata da un padre alcolizzato, a tratti è duro; ma è anche una celebrazione della resilienza e della straordinaria tenacia di sua madre, Angela. Questa è una produzione bella, commovente e potente, con musiche e testi di Adam Howells che avvolgono il pubblico di melodia e affetto. Per quanto l’infanzia fosse difficile, McCourt la smussava anche con un umorismo birichino, e la bellezza del libretto di Paul Hurt sta nel fatto che non condivide soltanto le lacrime negli occhi di Frank, ma lascia anche quel guizzo di luce nello sguardo.

Jacinta Whyte. Foto: Pat Redmond

È merito di Howells e Hurt se il materiale non scivola in una stereotipata “irlandesità” da cartolina: niente giga alcolica in un pub, e il fantasma di Riverdance viene tenuto ben lontano. L’ensemble è straordinario: è uno spettacolo cantato magnificamente, interpretato con il cuore e irradiando amore. Nei panni di Angela, Jacinta Whyte è ipnotica, con le emozioni tenute quel tanto che basta sotto controllo da evitare il melodramma; ed è devastante nella quiete e nel canto. La ballata River Shannon, intonata mentre Angela perde un figlio per malattia, spezza il cuore, e lo stesso vale per il suo addio al figlio: straziante eppure pieno di speranza. Come Frank, Eoin Cannon è un narratore caldo e coinvolgente, che passa con naturalezza alle incarnazioni infantili di Frank; recitazione e canto sono tra i migliori che abbia visto quest’anno. Conor Gormally è brillante nel ruolo di Malachy Jnr., seguendone con convinzione il percorso da bambino a giovane uomo, e Marty Maguire offre una prova superba nel ruolo del padre alcolizzato Malachy: abbastanza sfaccettata da suscitare persino un filo di compassione per quel vecchio bastardo. Il musical pullula di personaggi eccellenti, tra cui la nonna dura come il cuoio di Amanda Minihan, l’esattrice spietata Mrs Finucane di Norma Sheahan e l’eterea ma segnata dal destino Theresa Carmody, interesse amoroso interpretato da Brigid Shine.

Eoin Cannon. Foto: Pat Redmond

La regia di Thom Sutherland e l’eccellente scenografia e i costumi di Francis O’Connor mantengono il tutto semplice ma di grande efficacia, e lo spettacolo procede con un bel ritmo. In alcuni punti, forse un aneddoto e un numero in più, più leggeri, avrebbero bilanciato un po’ la tragedia nella prima parte, ma questo show è molto meno cupo di Les Misérables! Quando Frank mette da parte i soldi per lasciare l’Irlanda e costruirsi una vita in America, si arriva a un climax che offre speranza e celebra l’amore familiare e la sopravvivenza. I produttori del West End dovrebbero prenderne nota: questo spettacolo merita un trasferimento immediato, ed è superiore a tanta offerta mediocre attualmente sulle scene londinesi — la mattina dopo mi ritrovavo ancora a canticchiare il tema in testa, cosa che altri grandi titoli del West End non sono riusciti a farmi. E anche l’America, soprattutto le città con una forte presenza di irlandesi-americani, adorerà questo show! Merita la piattaforma e il pubblico più ampi possibile; ma per ora vi esorto ad andare a Croydon. Non vi pentirete di vedere uno spettacolo che indossa il cuore sulla manica, con orgoglio e in musica.  Quest’anno ho visto solo due musical in cui il pubblico è balzato in piedi nel giro di pochi secondi dall’ultima nota. Uno era Come From Away, l’altro è Angela’s Ashes. Non perdetelo.

Fino al 5 ottobre 2019

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