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NOTIZIE

RECENSIONE: Andrea McArdle, 54 Below Broadway ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

7 aprile 2024

Di

rayrackham

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Ray Rackham recensisce Andrea McArdle in Confessions of a Broadway Baby al 54 Below, Broadway.

Andrea McArdle

Confessions of a Broadway Baby

54 Below, Broadway

5 stelle

Sito web di 54 Below

Che cosa fai quando la piccola orfanella Annie ti dice che ormai è nonna? Ripercorrendo una vita sul palcoscenico di Broadway – e un’intera esistenza lontano da quella bambina prodigio diventata la star del successo del 1977 – Andrea McArdle dimostra come un grande atteggiamento, una vera joie de vivre e una voce incredibile possano sostenere non solo una carriera illustre, ma assicurare anche l’amore del pubblico per quasi cinque decenni. Il suo ultimo spettacolo, Confessions of a Broadway Baby, che di recente ha fatto tappa in residenza nel supper club di Broadway 54 Below, è stato un trionfo assoluto!

Accompagnata al pianoforte dal Direttore Musicale Steve Marzullo, McArdle ha aperto lo show con “There’s No Business Like Show Business” (da Annie Get Your Gun) e, attraverso una serie di storie splendidamente toccanti e diaboliche per comicità, oltre a brani magnificamente arrangiati, ha usato i successivi 75 minuti per dimostrare che davvero non c’è nulla di simile allo show business. Con un cast di aneddoti che includeva Sir Cameron Mackintosh (che le diede il saggio consiglio che qualsiasi post-Annie può essere un’Eponine, ma ci vuole una star per interpretare Fantine), Carol Channing (che le consigliò con altrettanta saggezza di essere sempre orgogliosa del suo brano simbolo) e Dorothy Loudon (che durante la prima produzione di Annie teneva d’occhio la giovane McArdle come un falco), è stata una serata che celebrava le confessioni di un’artista che ha davvero attraversato tutto lo spettro, dalla A alla Z.

Da bambina prodigio irresistibilmente impertinente (McArdle confessa apertamente che il suo comportamento in Annie è il motivo per cui, dal 1977 in poi, ogni giovane attore ha avuto un ‘child wrangler’), a giovane adulta a Broadway con molto da imparare, fino a una quarantenne che interpreta una ventitreenne (o, come la chiamavano le sue amiche, “Belle as old as time”); McArdle accompagna il pubblico in un viaggio di auto-scoperta e schietta onestà. Ci ricorda quanto sia esperta nell’interpretare l’appello dei geniali compositori di Broadway in modo unico ed entusiasmante. Quanto agli autori, ogni compositore e paroliere – da Berlin a Sondheim, da Herman a Kander e Ebb, da Hamlisch e i Bergman a Billy Joel – trova spazio in una scaletta che mette in luce la straordinaria maestria vocale di McArdle; e non è mai più a casa, tanto a Broadway quanto con il pubblico presente, di quando canta la partitura di Annie firmata Strouse e Charnin. Il passaggio da “New York, New York” di Kander e Ebb a “NYC” di Annie ha regalato al pubblico rapito il primo scorcio della ragazza di cui ci siamo innamorati e con cui siamo cresciuti; e poi “Maybe” ha ricordato a tutti perché divenne la beniamina rivelazione di Broadway. Quando McArdle si è avvolta in “Tomorrow”, aveva l’intera sala nel palmo della mano e, con gioia, ha rivendicato una Broadway che non esiste più.

Una deliziosa sorpresa è stato l’omaggio a un’altra baby star, Judy Garland. Con riferimento al film del 1978 Rainbow, in cui McArdle interpretava la giovane Judy Garland (e sotto lo sguardo affettuoso di Lorna Luft – figlia della signora Garland – seduta in platea al 54 Below) McArdle ha letteralmente abbagliato cantando una selezione dei primi successi di Garland, tra cui “Zing! Went the Strings of My Heart”, “The Trolley Song” e – naturalmente – “Over the Rainbow” (che era il “Tomorrow” di Judy, prima che “Tomorrow” fosse “Tomorrow”). McArdle è sembrata sinceramente commossa dall’applauso travolgente, e Luft ha guidato un’ovazione a metà spettacolo. Un momento bellissimo in una sequenza di momenti bellissimi.

Avviandosi con abilità verso la conclusione, McArdle ha cantato un classico di Barbra Streisand, scritto da Marvin Hamlisch, con testi di Alan e Marilyn Bergman:

“Può essere che allora fosse tutto così semplice,

oppure il tempo ha riscritto ogni riga?

E se avessimo la possibilità di rifare tutto da capo,

dimmi, lo faremmo?”

Sì, Andrea. Dopo una serata di una bellezza travolgente, con gli arrangiamenti musicali di Marzullo e con te al timone; sì, lo faremmo!

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