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RECENSIONE: Una preghiera per le ali, King's Head Theatre, Londra ✭✭✭
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markludmon
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Mark Ludmon recensisce la ripresa di A Prayer for Wings di Sean Mathias al King’s Head Theatre di Londra
A Prayer For Wings. Foto: Ali Wright A Prayer for Wings
King’s Head Theatre, Londra
Tre stelle
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Secondo Carers UK, circa 6,5 milioni di persone in Gran Bretagna sono caregiver, che si prendono cura di un partner o di un familiare, spesso a discapito della propria salute mentale e fisica. Nonostante un sostegno e una consapevolezza maggiori, è evidente che poco sia cambiato dal 1985, quando Sean Mathias ha raccontato la cupezza dell’essere caregiver nel suo testo A Prayer for Wings. Ora lo spettacolo è stato riproposto, con Mathias alla regia, e purtroppo si dimostra attuale quanto lo era 34 anni fa.
Ambientato ancora a metà degli anni ’80, lo spettacolo segue il rapporto tra Rita, ventenne costretta a lasciare la scuola prima degli esami CSE per accudire la madre, costretta in casa dalla sclerosi multipla. Alternando scene e monologhi, restituisce la complessità del legame tra le due donne, in bilico tra amore e risentimento, ma con l’amore sempre al centro.
Foto: Ali Wright
Le scene e i costumi di Lee Newby ci riportano a Swansea negli anni ’80, ricreando l’interno trasandato della casa delle due donne in un’ex chiesa: una metafora potente per una storia in cui una giovane donna prega di essere salvata dall’amore di un uomo angelico. La realtà, più terrena, è che gli unici uomini nella sua vita sono i ragazzi del campetto ricreativo che la pagano in cambio di favori sessuali. Nonostante un’esistenza così segnata, Rita riesce in qualche modo a continuare a desiderare e sperare, sognando una vita migliore.
Rimanendo solare nonostante la disperazione interiore, Rita è interpretata con intensità e fascino da Alis Wyn Davies. È ben affiancata da Llinos Daniel nel ruolo della madre, che a sua volta rimpiange tempi migliori, prima che la malattia si impadronisse della sua identità. Con Luke Rhodri nei panni di una successione di giovani uomini, lo spettacolo beneficia di interpretazioni solide e di una regia incisiva, ma il dramma è implacabile nel mostrare la monotonia ripetitiva e la spoglia mancanza di speranza di chi si prende cura degli altri ed è intrappolato in un rapporto di co-dipendenza. Mathias ha creato un personaggio vivido in Rita, ma alla fine mi è rimasta la sensazione di volerne di più di quanto questo testo breve possa offrire.
In scena fino al 23 novembre 2019 al King's Head Iscriviti alla nostra mailing list
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